Immigrazione: truffa politica, business economico

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Alla fine il ritardo accumulato dal dottor Antonio Masetti è di quasi un’ora. Tergiversa e ritergiversa fra le strade di una cittadina appena fuori Padova, Masetti (le generalità sono di fantasia) non ha molta voglia di farsi vedere con chi scrive. Lui – e questa è realtà – è un funzionario di primo livello di una importante prefettura veneta che ha deciso di parlare a briglia sciolta di immigrazione, salvo garanzia del più assoluto anonimato «perché su queste cose il Ministero degli Interni vigila e non tollera spifferi dalla sua amministrazione». E’ una persona che non solo sa di quel che parla per conoscenza diretta, ma è colta, aggiornata, e sa riflettere a lungo raggio.

Allora, questa benedetta emergenza profughi c’è o non c’è? Gli sbarchi sono una psicosi o no? E l’immigrazione quanto pesa? È pericolosa?
Dunque andiamo per ordine. In termini assoluti l’Italia è un Paese in cui l’immigrazione è sostenuta. Ma se facciamo il confronto con altri grandi paesi come la Germania allora vedremo che oltralpe gli immigrati sono in numero ben maggiore. Poi dobbiamo distinguere tra regolari e regolari. Nel Veneto coloro con le carte a posto sono mezzo milione, chi invece non è in regola veleggia tra i 50 ed i 100mila, ma non ha molto senso parlar di numeri perché per quelli basta andare sul portale di Veneto immigrazione e uno si sbizzarrisce.

Gli sbarchi però ci sono.
Certo che ci sono, ma un flusso che più o meno viene monitorato. Poi però ci sono gli stranieri che arrivano in aereo, in auto, col traghetto, come turisti e che poi rimangono. Sono molti di più e assai meno controllabili. Quindi di che stiamo parlando?

Sì, ma le cronache raccontano comunque di clandestini che sbarcano e che poi tengono condotte illecite. È una invenzione dei giornali?
No, assolutamente no. Ma coloro che delinquono fra quelli che arrivano con le barche della disperazione non raggiunge una massa critica tale da preoccupare sul piano sociale. È in generale l’immigrato clandestino che può avere condotte criminali. Ciò che preoccupa è che in un Paese con la giustizia al collasso e le forze dell’ordine mal messe anche la criminalità comune può diventare una minaccia. Soprattutto perché in qualche modo è eterodiretta da quella organizzata. Il che vale soprattutto per lo spaccio. Ergo, devo essere più preoccupato di molti disperati, diversi dei quali delinquono, o della mafia che di riffa o di raffa ne controlla le fila, più o meno a distanza?

Non occorrerebbe quindi più rigore, per esempio quando si parla di espulsioni coatte?
Scusi, mi prende in giro? Ma se anche la stampa più volte ha squadernato cifre su cifre. La nostra macchina organizzativa è sfatta. Su dieci rimpatri coattivi due vanno a buon fine, otto sono per finta. In Francia il dato è opposto. Ma non è che sono più cattivi o più determinati, da noi la polizia nemmeno ha la benzina per le pattuglie. Di che parliamo per dio. Un rimpatrio costa migliaia di euro e il ministero i soldi non li ha. Un po’ perché siamo in ristrettezze, un po’ perché i soldi sono stati male utilizzati e un po’ perché negli anni si è rubato a man bassa. Per cui, anche quando si ha a che fare con soggetti che non sono proprio dei santerelli comunque si intima loro di lasciare il Paese, ben sapendo che te li ritroverai dove li hai pizzicati. Poi però basta l’immagine di uno sbarco a Lampedusa, con le pene che patiscono i migranti, i lampedusani, le forze dell’ordine e tutto va in vacca, in caciara. Per non parlare poi dei cosiddetti centri di accoglienza temporanea che in Italia sono gestiti dio solo sa come. Con gli affidamenti che inevitabilmente finiscono ai soliti noti.

Chi?
L’accoglienza è un business, anche nel Veneto. Caritas, Compagnia delle opere e affini, Coop rosse, bianche, Lega Nord, alberghi, gruppi vicini a questo o a quel parlamentare, a questo o quel politico. Poi ci sono i trentacinque euro per ogni richiedente asilo. Sui giornali leggiamo cifre più o meno precise. Nel Veneto le cifre oscillano tra i cinque e i dieci milioni. Ma quali giornali per esempio hanno pubblicato i contratti? Lei ha visto mai il consuntivo di una prefettura o della ragioneria del ministero con i bonifici o il dettaglio delle fatture a questa o quella coop? A questo o quell’albergo? Lei è proprio sicuro che se una prefettura dice inizialmente di avere speso cento, poi con un consorzio di cooperative la spesa poi cresce in ragione di sopravvenute necessità vere o presunte? E lei conosce l’autonomia discrezionale di un prefetto? E poi…

E poi?
Io ne ho le palle piene, mi scusi, di sentire continuamente uno scontro tra tifosi. Da una parte i deficienti del tutti via, tutti criminali mentre dall’altra ci sono i cretini dell’accoglienza a tutti costi. Tutti campano sulle spalle del problema e la sua persistenza permette agli uni e agli altri di alimentarsi di una tensione che dà loro benzina e visibilità. Per cui la loro deficienza o cretineria è scientifica, sa di pagnotta ben imburrata.

E quindi? Cosa vede alla fine del tunnel?
Un secondo tunnel. Mi piacerebbero due cose. Uno, che ai migranti si chiedesse, ottenedolo anche col pugno duro, il rispetto della legge. Ma siccome da noi la cosa è un optional anche per gli italiani, a partire dai reati dei colletti bianchi, figuriamoci se lo è per chi spesso non ha un cavolo da perdere. Due, che si indagassero le cause profonde delle migrazioni, per prime quelle economiche, politiche e sociali, e mi riferisco alla globalizzazione.

Un esempio?
Una parte dell’opinione pubblica e dei media per mesi ha dipinto Gheddafi come un tiranno da abbattere. Ci hanno massacrato gli zebedei sulla necessità di un intervento militare, sulle responsabilità dell’Italia e altre imbecillità del genere. Ma facciamo che ci stia. Fino a due giorni prima Italia, Francia e Inghilterra avevano fatto con il despota gli affari più loschi. Poi su ordine dei francesi e degli inglesi abbiamo deciso di andare a rompere lo status quo della regione. E adesso ci troviamo gli sbarchi. Noi. Ecco, a chi acriticamente ha assecondato il diktat di francesi e inglesi, ora io direi: pagatevelo voi il costo dei profughi. Volevate la caduta del dittatore perché volevate gestire in altro modo gli affari petroliferi? Bene, ora vi accollate i costi.

Faccia un nome. Può?
Può bastarle se le dico una nota multinazionale italiana del petrolio? È il nostro vero ministero degli esteri.

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  • Bellissimo articolo! Vvox non delude 🙂

  • zenocarino

    Purtroppo,leggo l’articolo solo ora. Fantastico e credo obiettivo. Tra i promotori della guerra di “liberazione” della Libia,però,ricorderei anche il nostro Capo dello Stato,che nulla ha saputo suggerire -poi- per limitare gli sbarchi.