L’insopportabile leggerezza “social”

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«Hai votato alle primarie del Partito Democratico? Fammi un favore, cancellati dalla mia lista di amici». L’ho fatto, in molte altre circostanze, contro Berlusconi, pro Palestina, contro Variati e Bulgarini, in totale almeno una dozzina di volte. Estremo ed inutile direte voi, coerente e sensato sostengo io.

Le idee, le lotte, i nemici del  quotidiano reale, devono continuare ad esistere anche nell’intemporale virtuale. Stesso discorso per l’indignazione, il disgusto e la rabbia per le oramai inarrestabili simultanee catastrofi che ci stanno crollando addosso.

L’ultima “moda” dei social network  è quella di diffondere pensieri positivi. Un essere dotato di raziocinio non può illudersi che la propagazione simultanea di buoni propositi possa fermare il collasso globale. Le guerre ed i derivati delle guerre, le crisi economiche e finanziarie, l’immoralità della politica e gli oramai irreversibili danni all’ecosistema, si affrontano continuando a lottare, denunciando e manifestando senza tregua, anche quando l’onda propulsiva delle prime emozioni si è spenta.

Agire diversamente è a mio immodesto avviso (modestia è sinonimo di mediocrità e la mediocrità è il male primo da combattere) una palese dichiarazione di resa pressoché incondizionata. Siate felici nei giochi con i vostri figli, quando fate l’amore, nelle feste in famiglia e con gli amici, per il resto siate furiosi combattenti, perché perse queste ultime Battaglie, sarà persa la Guerra, l’ultima, quella che non prevede tempi supplementari per rosee pensate.

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