Treviso, Manildo-Goldin: è amore

Nel mentre che l’offeso Marco Goldin scioglie la riserva sul fare o non fare la mostra pensata per il museo Santa Caterina di Treviso a fine 2015 (ne avevamo scritto qui), un altro dubbio assale i trevigiani dotati di senso critico: ma com’è che il sindaco Giovanni Manildo (Pd) accetta un finanziamento privato del valore di 100 mila euro, nello specifico dalla coloreria Ard Fratelli Racanello, per un’esposizione ancora sulla carta? Anzi, neppure sulla carta, solo nelle intenzioni, visto che allo stato attuale non esiste nessun documento scritto e protocollato che la ufficializzi?

Un quesito che ha una spiegazione solo parziale, e sta tutta nella formula trovata dal ministro della cultura, Dario Franceschini (Pd), per facilitare la presenza indispensabile dei privati nel mediamente disastrato settore da lui governato: “art bonus”. In sostanza si tratta di una detrazione d’imposta del 65% su donazioni a favore di musei, siti archeologici, biblioteche, teatri e fondazioni. Un’opportunità colta al volo, dato che Santa Caterina ha bisogno di essere risistemato negli impianti di illuminazione, climatizzazione e videosorveglianza.

Peccato che la stessa maggioranza di centrosinistra, ad oggi, non sia stata informata. Così come, a monte, non risulta nulla di deciso sulla mostra di Goldin. Bella forza, direte: lo stesso critico-manager si è messo in standby, sdegnato per i rilievi e gli interrogativi avanzati da una consigliere comunale del Pd, Daniela Zanussi (concentrare lo sforzo economico su una singola mostra non mette a repentaglio il sostegno alle altre realtà culturali?), che hanno trovato eco, sia pur sotto coperta, fra gli stessi sostenitori di Manildo e gli operatori culturali del capoluogo della Marca. L’unico a scoprisi è stato il collega in aula Domenico Zanata, che al Gazzettino ha dichiarato: «Anzitutto è inviolabile il diritto di ciascun consigliere di esprimere la propria opinione sulle iniziative dell’amministrazione, sfatiamo il mito dell’infallibilità dei sindaci dopo che è stata abolita anche quella del Papa. Poi il consigliere Zanussi ha detto al sindaco le stesse cose che ha dichiarato, ero presente, ma nessun ascolto gli è stato prestato. Sulla specifica questione Goldin, poi, trovo che la città debba diventare un laboratorio culturale e non mera sede di un evento che è soprattutto commerciale».

Raggiunta dai taccuini di Vvox, la Zanussi rilascia una dichiarazione secca ma significativa, alla luce della strigliata ricevuta dal sindaco: «Sono rimasta stupida del clamore suscitato da quesiti che ritengo facciano parte del mio ruolo di consigliere comunale. Detto questo, non ho cambiato idea: in questi tempi di vacche magre penso sia giusto porsi il dubbio su come si spendono i fondi pubblici a Treviso».

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