Lavoratori a partita Iva, i nuovi poveri

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E’ stato presentato martedì a Roma il terzo rap­porto sui dati della gestione sepa­rata dell’Inps. A curare la ricerca l’associazione XX Maggio, costituita nel 2007 da un gruppo di studiosi e attivisti vicini al Partito Democratico. Con l’entrata in vigore delle regole della delega sul lavoro attualmente in discus­sione in par­la­mento ai lavoratori auto­nomi arriveranno in media 515 euro su mille guadagnati (al lavo­ra­tore dipendente “medio” ne arrivano 903).

Questi lavoratori non hanno diritto agli ammortizzatori sociali e, pur versando i contributi pensionistici, difficilmente vedranno una pensione. Con il loro reddito, pari a 24 miliardi, assi­cu­rano all’Inps un get­tito di 5 miliardi e 805 milioni annui, a fronte di nessuna tutela welferistica. Il reddito medio per i contratti a progetto è di poco più di 10 mila euro l’anno. La crisi economica combinata con gli effetti della riforma Fornero (che ha spinto verso il lavoro nero e le “finte partite Iva” molti lavoratori prima a progetto) ha drasticamente diminuito i lavoratori sottoposti a questa tipologia contrattuale: fra il 2007 e il 2013 i collaboratori a progetto sono dimi­nuiti di 322.101 unità (di cui ben 145 mila unità nel solo 2012).

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