Scandalo bonifiche, capo “cricca”: rifarei tutto

«Il mio compito era di rendere utilizzabili gli specchi d’acqua, nonostante tutti sapessero che Marghera era piena di inquinanti. Era un sogno? Forse sì, ma ho fatto il mio dovere e l’ho fatto fino in fondo, cercando di dare aiuto a tutti. Adesso mi accusano, ma non mi lascio spaventare perché sono orgoglioso di quello che ho fatto». Così al Corriere del Veneto di oggi Gianfranco Mascazzini, fino al 2009 direttore generale del ministero dell’ambiente e ora grande indagato della nuova inchiesta sulle bonifiche nella laguna di Venezia. Il caso era partito dai circa 100 milioni di euro erogati nei dieci anni di commissariamento del Sin della Laguna di Grado e Marano (Udine) per poi allargarsi alla laguna veneta. Gli indagati avrebbero indotto numerosi proprietari di immobili ad aderire al progetto di risanamento ambientale, facendo affluire ingenti capitali al ministero – che poi li avrebbe “girati” al Consorzio Venezia Nuova e alle società di consulenza “amiche” (fra cui lo Studio Altieri di Thiene).

Per Mascazzini questo «era l’unico modo per salvare la laguna. La legge prevede che un proprietario possa sanare l’area oppure, pagando, lasciare l’incombenza allo Stato. Capisco che per un imprenditore sia antipatico pagare, ma non dimentichiamo che in quel modo il valore delle proprietà aumentava. Prima che cominciassimo la bonifica, i terreni valevano meno di 50 euro al metro quadrato. Ora mi dicono costino 500 euro al metro». L’ex direttore generale del ministero dell’ambiente si difende pure dall’accusa di aver favorito gli studi di consulenza “amici” Thesis e Altieri: «Era il Magistrato alle Acque ad affidare i lavori, non io. Ad ogni modo, conosco bene il vicepresidente dello studio Altieri, Guido Zanovello, è un tipo integerrimo che insegnava etica professionale all’università di Padova. Eppure non li ho mai favoriti. Invece non nascondo che nella mia carriera ho raccomandato diversi giovani, quelli bravi, e li ho fatti assumere direttamente dallo Stato per lavorare al ministero: al mio fianco volevo i migliori».

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