Il “pizzino” di Variati a Zaia. Su Galan

Achille Variati, della serie consigli (non richiesti) alle sfidanti delle primarie Pd alle regionali 2015, ovvero Alessandra Moretti e Simonetta Rubinato: «Galan, che sta dietro a Zaia, è l’avversario da battere: usiamo i punti di debolezza del centrodestra per farne punti di forza» (GdV, 3 novembre 2014). Cos’avrà voluto dire, il sindaco e presidente della Provincia di Vicenza? Non riusciamo davvero a seguirlo.

Giancarlo Galan non è mai stato sodale, nè tanto meno l’ombra di Luca Zaia. E’ vero che Zaia è stato il vice in Regione del presidente Galan durante il trennio 2005-2008 (con deleghe al turismo, all’agricoltura, allo sviluppo montano e all’identità veneta), ma nel risiko interno del centrodestra veneto, l’ex Doge azzurro ha sempre avuto una liason privilegiata con l’avversario di Zaia in Lega, il primo cittadino veronese Flavio Tosi (che di Galan è stato l’assessore alla sanità, prima voce di bilancio e di potere regionale, dal 2005 al 2007).

Variati ha invece una storica intesa proprio con Tosi, con cui ha fatto dei gran discorsi, tutti rimasti sulla carta, per dare vita a ViVRò, l’unione delle Province di Vicenza, Verona e Rovigo (a proposito: dopo tutto quel can can mediatico, oggi che è a capo dell’ente provinciale berico, Variati non ne parla più?). E chi ha buona memoria ricorda perfettamente che quand’era capogruppo della Margherita-Pd in consiglio regionale veneto (2005-2008), erano arcinoti i suoi ottimi rapporti con l’ex governatore di Forza Italia, continuati anche successivamente, da sindaco del capoluogo vicentino, tanto che qualcuno (il suo attuale capo di gabinetto Maurizio Franzina, ai tempi esponente berlusconiano) sosteneva pubblicamente che la galaniana Lia Sartori inciuciasse sottobanco con l’Achillone.

Oggi Galan e la Sartori sono rimasti investiti dal ciclone Mose. C’è chi dice che presto arriverà la seconda ondata giudiziaria, questa volta proprio sulla sanità. Possiamo dunque provare a fare delle ipotesi, sulla “sparata” di Variati. Può essere, abbastanza banalmente, che Variati voglia legare il nome di Galan, che vuol dire Mose e quindi rabbia popolare per le tangenti, allo Zaia nemico del Pd da battere, in ciò confidando che nessuno sappia – o scriva – che non la sta raccontando tutta giusta. Può darsi che invece abbia lanciato un messaggio in bottiglia a Zaia, che non ha fatto una piega al varo dell’ultimo project financing sanitario dell’era Galan a Treviso. Oppure può essere stato un pizzino ancora più ermetico riguardo a quello che Galan e Zaia sanno del periodo 2005-2008, cioè di quel che sa lui, Variati, di quanto accadeva in Regione in quegli anni di Basso Impero galaniano. Caro Variati, di’ tutta la verità nient’altro che la verità.

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