Campo Marzo, «scaricabarile Comune-Fiero». Idea: «recintiamolo»

Le interviste su Campo Marzo a Nino Carpenedo del Fiero e al consigliere delegato Stefano Dal Pra (Pd) non sono passate inosservate. In questa che potete leggere sotto, dicono la loro anche Astrid Sabbadin e Stefano Feu dell’associazione di eventi e spettacoli “Style & Star”, che nella zona forse più discussa di Vicenza avevano la responsabilità dell’area di beach volley. «Ci sono cose non chiare sia dall’una che dall’altra parte», esordisce Feu.

Quali “cose non chiare”?
Per esempio il finanziamento per la sabbia. Qualche giorno prima dell’ordine, a metà giugno di quest’anno, Carpenedo ci assicurava che i soldi c’erano e dovevano arrivare dal Comune. Dovevano esserci vari campi, anche da beach soccer, calcio sull’erba eccetera. Alla fine si è scesi da 7 mila a 5 mila euro e si è fatto solo il campo da beach volley, per quattro giorni in extremis. Dovevano anche esserci quattro porte da calcio per il clean soccer. Questo doveva essere organizzato dalla ditta Segato. Invece: solo due porte a metà agosto, dal Fiero.

Avete fatto presente questi ritardi e penalizzazioni?
In ottobre siamo andati in Comune, abbiamo parlato col capo di gabinetto Maurizio Franzina. Ci ha detto che dobbiamo arrangiarci col Fiero per il debito sulla sabbia. Stanno giocando allo scaricabarile.

Voi comunque con chi avevate accordi diretti?
Col Fiero.

Con il consigliere delegato Dal Pra avete avuto rapporti?
Dal Pra l’abbiamo conosciuto tramite l’assessore Cordova. Volevamo organizzare un evento al Parco Querini, il “Pizza Festival”, ma non s’è fatto perchè ci hanno spiegato che lo spazio è troppo grande per assicurare gli allacciamenti. Il nostro ragionamento era che il Querini andava bene perché più sicuro, essendo chiuso.

Perché non a Campo Marzo?
Perchè in quel momento neanche sapevamo del Summer Village, non c’è stata abbastanza pubblicità. Chi va a vedere il sito del Comune? E poi Summer Village era una cosa di soli tre mesi, quattro baracchini senza eventi…

E sul problema della sicurezza, che mi dite?
Noi ci parlavamo coi passanti: ci dicevano che di sera era impossibile andare lì, l’area è troppo vasta per essere controllata tutta. E’ un problema che dovrebbe risolvere il Comune: dovrebbe mettere chi lavora nelle condizioni di essere al sicuro, mentre i poliziotti non c’entrano niente. Che ne sapevamo cosa succedeva di notte quando chiudevamo? Dobbiamo anche accollarci il costo della sicurezza? E non parliamo solo di stranieri, anzi per un 50% si tratta di italiani, spesso maleducati o aggressivi.

Prima parlavate del Querini, che di notte viene chiuso. Secondo voi sarebbe una soluzione anche per Campo Marzo?
Sì, avrebbe senso una recinzione. La gente si sentirebbe più sicura, anche di giorno, perchè così c’è un’entrata e c’è un’uscita.

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