Green economy, Veneto sul podio

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Sono 341.500 le aziende italiane che dal 2008 hanno scelto di investire in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2: il 22%, più di un’impresa su cinque. Dato che sale al 33% nell’industria manifatturiera. Un orientamento che si rivela strategico, tanto che proprio al “verde” si devono 101 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 10,2% dell’economia nazionale.

Dai numeri di “GreenItaly 2014”, il rapporto annuale di Unioncamere e Fondazione Symbola sulle eccellenze della green economy nazionale, risulta evidente come il settore green sia fondamentale a rilanciare la competitività del Made in Italy. Già oggi in Italia ci sono quasi 3 milioni di green job, che corrispondono al 13,3% del totale nazionale, una cifra di tutto rispetto, destinata a salire ancora nel corso del 2014. Quest’anno, infatti, le assunzioni legate a competenze green arriveranno a quota 234.000, equivalenti al 61% della domanda di lavoro.

Con oltre 35.000 imprese, il Veneto è al primo posto in Italia per numero assoluto di imprese che hanno investito o investiranno quest’anno in tecnologie e prodotti verdi. La buona performance del Veneto si conferma anche per quanto riguarda le province: ben cinque figurano nelle prime venti posizioni nella graduatoria nazionale per numero di imprese green, dalla decima di Padova con 6.690 imprese, seguita da Treviso, Verona e Venezia rispettivamente con 6.580, 6.510 e 6.410 imprese, fino alla quattordicesima di Vicenza, a quota 6.380. Ma i primati della regione non si fermano qui: il Veneto è la terza regione per numero di assunzioni non stagionali green, con 4.820 assunzioni previste, e Vicenza è sesta nella classifica nazionale delle province. Bene anche Treviso, settima, Padova e Verona. Non è un caso che molte tra le tante aziende citate nella ricerca abbiano sede proprio in Veneto. La vicentina Fiamm, ad esempio, è specializzata nella produzione di batterie al litio per le vetture elettriche, mentre la Salvagnini è leader delle macchine utensili ad alta efficienza energetica. Sempre nel Vicentino ha sede la Dani Spa, conceria all’avanguardia sul fronte della compatibilità ambientale e dell’innovazione tecnica, testimoniate dalle tante certificazioni ottenute, mentre è trevigiana Fassa Bartolo, che produce una linea di malte ecocompatibili, a base di calce idrata ottenuta dalla cottura di calcare naturale.

Sono solo alcuni esempi delle tante eccellenze locali e nazionali che, come scrivono nell’introduzione del rapporto Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere, ed Ermete Realacci, presidente di Symbola, devono convincere a guardare la difesa dell’ambiente non più come una necessità, ma come un’opportunità: «Chi vede nel taglio delle emissioni e nel miglioramento dell’efficienza un freno alla nostra economia e alle nostre imprese, senza vedere le opportunità che ci offre la necessità di fronteggiare la crisi climatica, è su una falsa strada».

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