Bulgarini, gran festa degli Oto (per lui)

Per Bulgarini la festa degli Oto è stata oggi. Lo sapevamo amante ed esperto di teatro, l’assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci, il Vice (sindaco). E dunque, come assessore competente (in tutti i sensi), non ci stupisce punto la sua presenza nel cda della Fondazione del Teatro Comunale (assieme all’imprenditore Luca Trivellato). Prima di lui c’era chi lo ha preceduto, l’assessore Francesca Lazzari (2008-2013), e insomma è del tutto normale che il Comune metta il suo rappresentante responsabile della cultura nel posto che gli si confà.

Ma ora si è in pratica autonominato presidente dell’Oto- Orchestra del Teatro Olimpico (soci: Comune di Vicenza e Conservatorio Pedrollo, a cui si sono aggiunti i privati Fondazione Maltauro, Trivellato spa e Gruppo Salvagnini). E farà ancora coppia con Trivellato. Che è un nome a cui il capoluogo berico deve molto: il rinomato Vicenza Jazz, per dire, senza di lui non sarebbe nato e diventato famoso in tutta Italia. Però, però.

Il Vice porta l’onore e l’onere di una serie di responsabilità che fanno fatica a stare in una riga: oltre che alla “cultura, turismo, creatività, relazioni e progetti di sviluppo integrato con associazioni economiche, Università, Fiera, comunicazione”, leggiamo sul sito ufficiale del Comune, ha la gravosa e multipla delega ai “rapporti con la Fondazione C.I.S.A. A.Palladio, la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, l’itituzione Pubblica Biblioteca Civica Bertoliana, con la Fondazione Cassa di Risparmio Verona Vicenza Belluno e Ancona e con le associazioni e gli enti che operano nel campo della cultura”. Cioè: non è che ha poco da fare, e non è che non abbia già sufficiente potere in campo culturale (e nelle “relazioni”).

Ma si vede che non basta, a Bulgarini. Orchestrare gli orchestrali gli piace da matti: è meglio che l’Oto sia gestita da lui in prima persona. Con l’immancabile Trivellato, e perchè no?, anche con Adriana Maltauro per la fondazione del gruppo Maltauro, che a Vicenza non può mancare. Quanto alla Salvagnini, è una multinazionale di Sarego leader del distretto della meccanica strumentale, una novità nel panorama del mecenatismo, se vogliamo chiamarlo così. A rappresentarla, Francesco Scarpari.

Il Giornale di Vicenza ha scritto che “qualche perplessità suscita l´accentramento neanche troppo velatamente dirigista“. Infatti. D’altra parte, una mossa giusta il Vice l’ha compiuta, almeno come annuncio: col tesoretto ricavato dagli introiti della terrazza palladiana – un’iniziativa indubbiamente intelligente di cui gli va dato merito – indirà finalmente dei bandi per gli artisti locali. Ecco, un po’ più di apertura e sobrietà, che sono il contrario dell’autoreferenzialità, anche nella scelta delle presidenze e dei consigli di amministrazione, non guasterebbe. Un po’ di decrescita felice gioverebbe senz’altro, all’assessore alla crescita.

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