Ipab, proposta anti-lottizzatoria

L’assistenza alle persone non autosufficienti e ai disabili è una questione cruciale nel Veneto, con un impatto sociale e socio-sanitario fortissimo, solo se ci si sofferma su alcune cifre. Nella nostra regione il 20 per cento della popolazione ha più di 65 anni, cioè circa 1.011.000 persone e tra queste almeno 180.000 hanno più di 80 anni.

Le persone non autosufficienti (anziani e disabili) sono stimate in circa 160.000, assistite in modi diversi a domicilio, in strutture residenziali (le case di riposo, inserite nelle IPpab o private); molte persone vivono sole e sfuggono ai radar sempre meno efficienti dei servizi sociali comunali. I posti letto esistenti nelle case di riposo sono 27.832 ai quali vanno aggiunti 6300 posti letto in programmazione. Nelle case di riposo la retta a carico dei familiari è di euro 50 al giorno se l’assistito beneficia di contributo regionale, su un costo totale di circa euro 100 al giorno, dunque 1500 al mese che diventano 3.000 per quelle famiglie il cui assistito non beneficia di contributo regionale (si calcola che a pagare la retta piena siano oltre 6.000 famiglie).

E’ evidente a tutti che così le famiglie non possono andare avanti e che esse sono vittime di una ingiustizia sociale taciuta. Le persone non autosufficienti ricevono quasi interamente prestazioni sanitarie che dovrebbero essere a carico del servizio sanitario regionale. Invece con una specie di artificio le prestazioni sono divise per il 50 per cento in sanitarie e per il restante 50 per cento in alberghiere, queste ultime poste a carico della famiglia per 50 euro al giorno. Chiunque abbia messo piede in una casa di riposo ha capito che le persone ricoverate sono ad uno stato tale di non autosufficienza che hanno bisogno quasi unicamente di prestazioni sanitarie e che le alberghiere sono del tutto residuali rispetto al costo giornaliero. Le prestazioni per la non autosufficienza dovrebbero essere incluse nei livelli essenziali di assistenza , passo indispensabile per  cancellare la retta a carico delle famiglie.

Il Veneto è rimasto l’unica regione italiana a non avere una legge di trasformazione delle Ipab. A parere di chi scrive le Ipab devono essere trasformate in Aziende pubbliche per i servizi alla persona, inserite nella programmazione socio-sanitaria regionale quali centri erogatori di servizi e prestazioni a carico del servizio sanitario regionale. Via i Consigli di amministrazione attuali, sostituiti da Amministratori unici, sottratti alle grinfie di quei politici che inventano criteri di nomina che poco o punto hanno a che fare con competenza e professionalità.

La proposta è sostenibile qualora posta a carico del servizio sanitario regionale? Sicuramente, prima di tutto da un punto di vista etico e di giustizia sociale: perché i cittadini autosufficienti ottengono assistenza ospedaliera a carico del servizio sanitario regionale e invece i nostri anziani, che hanno fatto con sacrifici e duro lavoro questo famoso Veneto, quando non sono più autosufficienti diventano un costo a carico delle famiglie?

Attualmente il contributo regionale sulle rette pesa sul bilancio della Regione Veneto per 450 milioni di euro, per coprire i costi di tutte le persone oggi ricoverate nelle case di riposo ci vogliono altri 550 milioni di euro, che si possono coprire con un contributo di solidarietà di circa 200 euro annui in media per ognuno dei 2.800.000 contribuenti veneti. A tutti prima o poi capita di avere a che fare con la non autosufficienza, vogliamo cominciare a riflettere?

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