Play Europe, idee dei giovani (anche veneti)

Una delegazione di giovani europei, tra cui due veneti, hanno presentato a Bruxelles i capisaldi della futura politica sociale europea. Si tratta del progetto Play Europe che suggerisce le priorità su cui l’Ue dovrebbe investire durante il periodo di programmazione 2014-2020 e 2021-2027.

Inclusione sociale, volontariato, lavoro e impresa, educazione, conciliazione famiglia-lavoro e creatività sono i principali temi su cui lavora la proposta. Una cinquantina di ragazzi provenienti da sei regioni di altrettanti Paesi Ue (Italia, Croazia, Spagna, Olanda, Belgio e Grecia) si sono riuniti periodicamente nell’arco di un anno per individuare linee guida europee che migliorino non solo l’inclusione sociale e lavorativa dei giovani ma di tutti i cittadini europei.  Enrico Capiozzo (Venezia) ed Alessandro Dal Col (Vittorio Veneto, TV) parlano di “differenze nord-sud a livello europeo nel breve periodo ma di obiettivi comuni sul lungo periodo, siamo quasi tutti ex studenti Erasmus quindi sappiamo cosa vuol dire viaggiare e lavorare con perone di altri Paesi”.

Per quanto riguarda il settore occupazionale, i due ragazzi, a nome del progetto, chiedono un maggior sostegno, non solo economico, e semplificazione amministrativa per le start up oggi alle prese con un mercato troppo diversificato all’interno dell’Ue. “Non chiediamo omologazione di culture ma uniformazione degli standard burocratici e loro semplificazione in tutti i settori dell’economia”, dicono.

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