Spv, commissario legittimo. Covepa: non finisce qui

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Gli innumerevoli ricorsi hanno sempre caratterizzato la storia della superstrada Pedemontana Veneta Spv, fin da quello che ribaltò l’assegnazione dei lavori affidandola al consorzio italo-spagnolo Sis. Uno dei ricorsi più attesi era la questione di legittimità costituzionale sulla nomina del commissario delegato (con poteri straordinari) per la realizzazione dell’opera, l’ingegner Silvano Vernizzi . Avessero avuto ragione i ricorrenti – l’associazione Parco delle Rogge e una quarantina di proprietari di terreni della zona di Bassano del Grappa -, sulla Pedemontana sarebbe calata un’ombra capace di mettere in discussione l’intero progetto. I giudici della Consulta però hanno stabilito che non ci sono profili di incostituzionalità nei provvedimenti che dichiararono la situazione di emergenza per il traffico nelle province di Treviso e Vicenza, sulla base dei quali il governo ha provveduto a conferire poteri specifici al commissario delegato Vernizzi.  «Non soltanto – fa notare lo stesso commissario -: la sentenza della Corte è importante anche perché entra nel merito della questione, riconoscendo il prevalente interesse pubblico alla realizzazione della Pedemontana».

Questo non significa che, sul piano legale, la strada della Pedemontana sia spianata, poiché rimangono in piedi alcuni ricorsi davanti al Tar. «Ma con questa sentenza della Consulta – osserva Vernizzi – possiamo dire che l’opera non è più in discussione. Potrà essere ritoccato qualcosa, però l’impianto complessivo è intoccabile». Non è di questo avviso invece il Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa che dirama una nota spiegando che «appaiono gravi illegittimità e violazioni di legge sulla finanziabilità pubblica dell’opera che non ha completato il progetto esecutivo. Sono atti del governo, del ministero di Lupi, del commissario su cui chiediamo l’intervento della magistratura e del Commissario Cantone. La sentenza non é facile da interpretare ma non ci sembra chiusa la partita che rinvia comunque la decisione al TAR Lazio. Esso potrà emettere le tre sentenze sospese dal luglio 2013 con l’ordinanza di rinvio».

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