Alle falde dell’inopinabile Borgo Berga

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Alle 17.25 di domenica 9 novembre l’inchiesta della trasmissione “Alle falde del Kilimangiaro” su Rai 3 ha puntato i riflettori sul caso Borgo Berga, il complesso edilizio di Vicenza al centro di contestazioni politiche ed esposti giudiziari su cui è in atto un’indagine della Procura berica. Intervistati nel servizio la docente Francesca Leder (architettura Università di Ferrara), secondo cui il nuovo tribunale e gli altri edifici fanno a pugni con la Rotonda palladiana, a poche centinaia di metri; Nicolò Valmarana, proprietario della Rotonda, che conferma il giudizio («avrebbero potuto fare qualcosa di meglio»); il geologo Roberto Rech che ne ha messo in luce il rischio di esondazione (come nel 2010) confermato da un’abitante; Paolo Crestanello del Comitato Anti-abusi, che ha ricordato la violazione del limite di 10 metri dal fiume; il sindaco Achille Variati, la cui amministrazione di centrosinistra ha confermato il progetto varato dai predecessori di centrodestra nel 2003, e che ne ha definito la sagoma con l’aggettivo di «carcerario», alzando le mani sull’ipotesi abusivismo: «se dovesse essere giudicato abusivo, si potrebbe arrivare anche all’abbattimento, ma non posso deciderlo io, un sindaco non può mettere del tritolo»; Paolo Dosa, rappresentante del privato Sviluppo Cotorossi (ma l’inviata Rai parla solo del gruppo Maltauro, che effettivamente ne è il soggetto forte), che riguardo all’impatto urbanistico – pubblicizzato come “città ideale” – dichiara che «ci si doveva pensare nel 2002», prima della delibera d’avvio, mentre sul giudizio estetico-paesaggistico ribatte che la materia «è opinabile».

Ad un anno e passa dall’apertura dell’inchiesta conoscitiva, dalla magistratura vicentina non si sa nulla riguardo alle accuse di illegittimità. Quel che si sa e rimane agli atti, tuttavia, sono sicuramente due fatti. Uno: il centrosinistra che governa Vicenza ininterrottamente dal 2008 non ha mai alzato le barricate contro un intervento monstre che, se ammesso e non concesso fosse dovuto passare obbligatoriamente con una semplice variante del 2009, avrebbe potuto benissimo essere “trattato” con toni meno rinunciatari e pigramente rassegnati (di più: assistiamo ad operazioni di “art washing” per pulirne l’immagine, come la mostra di illustrazioni di un mese fa, e rammentiamo che a seguire la comunicazione del privato è l’agenzia Alias di cui era socio il vicesindaco Jacopo Bulgarini d’Elci). Due: a nostra memoria non si è mai udito nessuno esprimere un parere positivo, un apprezzamento sulla bellezza di Borgo Berga. Quando tutti pensano che sia brutto, è un po’ troppo facile cavarsela con il vecchio “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”. Dosa trovi uno a cui piace, e poi opiniamo.

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