Venezia, Russo (Pd): «porto off-shore, inaccettabile»

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«Mentre a Trieste il dibattito è incentrato su beghe localistiche, interessi particolari che hanno accompagnato anche la scelta dei candidati alla presidenza dell’Autorità Portuale, a Roma, malgrado fossimo riusciti, nei mesi passati, assieme alla Presidente Serracchiani, a bloccare il finanziamento statale per l’inspiegabile porto off-shore di Venezia, nella legge di stabilità sono ricomparsi 100 milioni di finanziamento per il fantascientifico progetto del Presidente Costa, inaccettabile e irrealizzabile per costi».

Lo scrive il senatore Pd Francesco Russo in una nota. Per il senatore, «a regime, i costi della doppia movimentazione per teu (twenty-foot equivalent unit), nel porto off-shore di Venezia sarebbero almeno 100 euro superiori rispetto a quelli pagati per la stessa operazione a Trieste». Russo annuncia «battaglia in parlamento – invocacando – un lavoro di squadra che non guardi agli schieramenti politici per dare futuro alla portualità triestina e regionale, rivolto a tutta la lasse politica cittadina, a industriali ,operatori portuali, commercianti, professionisti e cittadini»

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  • Giuliano Brunello Zanitti

    Carissimo Francesco,

    In merito all’articolo “riapparsi i 100 milioni per Offshore Veneziano” il pericolo per il possibile futuro della Portualità dell’Alto Adriatico non è purtroppo rappresentato dall’iniziativa di Paolo Costa (sarebbe troppo semplice fronteggiarlo), ma risiede a casa nostra a Trieste e precisamente
    nel carente operato dei nostri attuali e passati Amministratori, in quanto non hanno saputo attivarsi ne per sensibilizzare quanti credono ancora nelle potenzialità di questo nostro mare e nemmeno di produrre un ben che minimo straccio di progetto che sia chiaramente realmente finanziabile e cantierabile per realizzare un moderno Terminal Contenitori nel Golfo di Trieste, opera che per
    dimensioni e potenzialità avrebbe dovuto essere in grado di sfruttare i nostri tanto decantati fondali, per fare del nostro Scalo uno dei Hub di riferimento per i Traffici Adriatici delle Merci Containerizzate relativi all’interscambio Euro Asiatico.

    Amministratori che non sono stati in grado di sfruttare a dovere l’enorme mole di materiali inerti prodotti sia dai cantieri delle Grandi Opere Viarie Triestine che dalla realizzazione
    del complesso di Porto Piccolo a Sistiana, inerti che avrebbero consentito di recuperare
    ampi spazi al mare da porre al servizio dello Scalo magari procedendo all’interramento delle Vasche di Riva Vl o Vll al Porto Nuovo, sfruttando le metodologie utilizzate in giro per il mondo quando si debbano realizzare nuove Infrastrutture Portuali, sistemi che normalmente contemplano la creazione di un frontemare banchinato con caratteristiche sia portanti per supportare i mezzi di sollevamento che di contenimento per trattenere il terrapieno formato dagli inerti.

    I tanto decantati 18 m dei fondali del Porto Nuovo Triestino sono purtroppo attualmente irrazionalmente sottoutilizzati, in quanto soltanto gli 800 ml. delle banchine poste sul Lato
    Sud del Molo Vll sono realmente attrezzati per poter operativamente gestire i nuovi grandi Vettori che l’Armamento sta mettendo in Linea sulle Rotte Internazionali, mentre attualmente i restanti diversi migliaia di ml. di banchine dello Scalo ed i retrostanti piazzali sono adibite quasi esclusivamente alla gestione dei Traffici Ro/Ro, che per loro natura notoriamente non necessitano
    di fondali particolarmente profondi, e la tanto osannata Piattaforma Logistica in Area Scalo Legnami essendo finalizzata all’esclusiva gestione dei Traffici Convenzionali e Ro/Ro, non risolve di sicuro il problema innescato da Paolo Costa.

    BRUNELLO ZANITTI Giuliano

    http://sceltemancate.trieste.it