Figli su ordinazione, io dico no

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Succede a Vicenza. Una coppia gay “ordina” un figlio in America, una donna si presta a fare da “incubatrice umana” e in men che meno di qualche mese il bimbo è pronto. Nato, lavato, spedito. E’ questa la nuova moda degli umani del 2014. Animale abituatosi a comprare tutto, perfino la paternità. La donna diventa uno strumento di passaggio per procreare, per poi sbarazzarsene con un buon assegno circolare.

Nessuno pensa al dolore del bimbo che, appena venuto al mondo, viene strappato dalle braccia della propria madre. Così ora compriamo tutto, compriamo i sentimenti, compriamo il ruolo di padre, compriamo un bimbo, compriamo il tempo, compriamo tutto, perché tanto bastano i soldi. E della legge, quella scritta e anche quella non scritta, a chi importa più nulla? Cosa importa se in Italia non è permesso? Si vanno a fare spese all’estero, basta non dimenticare la carta di credito e il bimbo è fatto. Il pacchetto, all inclusive, si aggira dai 5 ai 70 mila dollari a seconda del luogo in cui si effettua l’operazione. La domanda spontanea è: viene prima il diritto di diventare genitori o viene prima il diritto del nascituro di avere un padre e una madre, visto che la sua vita è possibile solo grazie alla unione tra uomo e donna?

Personalmente, sono stata dalla parte della scienza quando la medicina è riuscita a mettere in atto l’inseminazione artificiale, in tutte le sue forme, per permettere anche a chi ha delle difficoltà di poter avere un figlio. Questo però non implica il fatto di creare alterati meccanismi di ordinazione della vita. Già con il vaso di Pandora se ne parlava. L’uomo pretende di gestire la vita, la sua e quella degli altri. Ci sono già tanti bimbi al mondo da aiutare e non dimenticare. Si cominci da questi e si eviti, perlomeno in Italia, di inventare nuovi business dalla macabra organizzazione.

Non prendiamoci in giro: la cosa più bella al mondo è avere una papà e una mamma, ma se questo non fosse possibile allora sì, la cosa più bella al mondo diventa semplicemente quella di trovare persone che ci amano, siano essi eterosessuali, omosessuali, biondi, magri, alti o bassi.

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  • Alberto Pertile

    Gentile Veronica,

    rispetto la Sua opinione ma, poiché a me non piace inventare e preferisco sentire tutte le campane, Le segnalo questo documentario in cui le donne che ci mettono la pancia per le gestazioni altruistiche raccontano una storia diversa.

    Mi permetto anche di segnalarLe che l’operazione che fa “gestazione per altri = famiglie omoaffettive” è quasi del tutto irreale, perché della GPA avrebbero bisogno anche e soprattutto molte donne. Una mia amica uscita da un tumore, per esempio.

    http://www.dailymotion.com/video/x1u0ukf_paroles-de-femmes-porteuses-teaser_people