Vicenza, Sinti: il Cricoli non va. Salta il tavolo

Il Comune di Vicenza tronca la trattativa con i Sinti che aveva l’obiettivo, tra gli altri, di trovare un accordo per le migliorìe da apportare al risistemato campo  di viale Cricoli. Il primo stralcio dei lavori è già cominciato, ma si attendevano i riscontri di una concertazione che a questo punto sembra essere arrivata al capolinea, con la giunta di centrosinistra pronta tirare diritto per la sua strada.

Il busillis sta nelle richieste che i sinti hanno a più riprese inoltrato all’amministrazione Variati per rientrare nel campo: diversa disposizione dei servizi igienici, attualmente previsti in mezzo al campo, migliori vie di fuga ed polizza assicurativa a carico del Comune. «Noi abbiamo cercato di discutere pacatamente col comune – spiega Irene Rui, fresca di nomina quale portavoce dei capifamiglia nonché consulente tecnico dello stesso gruppo – ma al momento a palazzo Trissino ci hanno fatto capire che lo spazio per la discussione è chiuso». Sempre la portavoce fa sapere che i due metri previsti tra un prefabbricato e l’altro «sono appena appena il minimo richiesto dalla legge regionale, che è quella sui campeggi, il che determina problemi di spazio e di privacy tra una unità e l’altra». Compresi problemi in caso di eventuali incendi o qualora si palesi la necessità di introdurre nel campo una ambulanza visto che non c’è lo spazio utile nemmeno per le auto. Ancora, Rui sottolinea che i sinti avevano chiesto anche l’interramento dei tubi di acqua luce e gas «per motivi di sicurezza», cosa che non avverrà, almeno per le previsioni del primo stralcio da 120.000 euro già in cantiere.

Ad ogni modo la discussione sulla gestione dei campi era più volte sfociata in polemica. Sia quando circolò la notizia del pagamento delle bollette elettriche da parte del Comune a beneficio degli ospiti del campo non in regola con i conti; sia quando dilagò la querelle sui lavori socialmente utili che gli stessi Sinti avrebbero rifiutato. La cosa fu portata alla ribalta nazionale dal quotidiano Libero che pur riferendo il parere di Davide Casadio, portavoce della associazione «Sinti Italiani in viaggio per il diritto e la cultura», criticò duramente la piega che i fatti avevano assunto nella città del Palladio. Tra la fine del 2013 e l’inizio di del 2014 la giunta di centrosinistra capitanata dal democratico Achille Variati si difese argomentando che il pagamento delle bollette morose è una pratica in uso da anni, anche quando Vicenza era retta da centrodestra e Lega.

In realtà le richieste dei Sinti presso la struttura di viale Cricoli (in foto) avrebbero già suscitato i mal di pancia proprio della minoranza di centrodestra che però da tempo è debole, divisa e spesso attenta a non cercare lo scontro con la maggioranza. Sempre da palazzo Trissino giungono altri rumors. Quelli secondo i quali Casadio, da tempo punto di riferimento per la comunità Sinti, sia stato messo in disparte dagli stessi capifamiglia perché considerato troppo dialogante con la giunta. Tanto che oggi durante l’ultimo incontro che ha definitivamente sancito lo stop al tavolo di concertazione, l’assessore al sociale Isabella Sala (Pd) avrebbe rifiutato la visita di Rui, consentendo solo quella di Casadio.

Su questo tema e sugli eventuali aggravi economici derivanti dalle richieste dei sinti però la giunta ha la bocca cucita. Sala, interpellata più volte, anche per iscritto, ha preferito non palesare il suo pensiero e quello di Palazzo Trissino. Mentre sempre in queste ore Rui ha puntualizzato il suo orientamento a riguardo anche nella sua veste di esponente di Rifondazione Comunista.

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