Fiore a Vicenza: ritiri denuncia a Turigliatto

“Uccidere un fascista non è reato”, diceva un lugubre motto in voga negli anni ’70. Lo è invece dare del fascista a qualcuno. O almeno così la pensa il giudice che ha mandato a processo per diffamazione Franco Turigliatto, l’ex senatore di Rifondazione Comunista che in un “Porta a Porta” del 2008 se ne andò dal salotto di Vespa perché considerava incompatibile la sua presenza con quella di Roberto Fiore, capo di Forza Nuova (qui il video). Intellettuali di vaglia come Noam Chomsky, Ken Loach e Erri De Luca gli hanno espresso solidarietà scrivendo che «è assurdo essere processati per antifascismo».

Dal canto suo Fiore nel 2013 dichiarava che «definire Forza Nuova “fascista” è un errore. Anche se non la riterrei una diffamazione». E allora perché ha denunciato Turigliatto? Cos’è cambiato in questi anni? Fn era fascista e nel frattempo non lo è più? In ogni caso risulta alquanto stravagante che l’abbia ritenuta tale un Fiore che, pur effettivamente non essendo fascista in senso proprio (un grande docente di Storia, Silvio Lanaro, di sinistra e antifascista di ferro, sosteneva che bisogna smetterla di trattare il fascismo come categoria a-storica, come Male metafisico, quando invece è stata un’esperienza storica dai contorni precisi e non replicabili se non, citando Marx, in forma di farsa), del Duce e camerati ha certamente un’idea positiva.

Fiore questo sabato, 15 novembre, sarà a Vicenza per parlare di servitù militari Usa, a cui lui e i suoi sono contrarissimi. Gli altrettanto contrarissimi attivisti e simpatizzanti dell’antagonismo di sinistra targato Bocciodromo hanno indetto la rituale manifestazione a difesa dell’antifascismo. Tirando le somme, a noi pare ridicolo che uno possa rischiare la condanna penale per aver usato l’epiteto di “fascista” in forma offesiva: per un antifascista, è logico e legittimo che lo sia. Come dovrbebe essere logico che non lo sia per Fiore. Che dovrebbe ritirare la querela e amen. Piantiamola coi reati d’opinione (anche se su grottesche guerre ideologicamente retrodatate a settant’anni fa).

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