Piano casa, Asiago fa ricorso: «speculazione devastante»

La Giunta Comunale di Asiago ha impugnato davanti al Consiglio di Stato la sentenza del Tar Veneto dello scorso 6 novembre 2014 chiedendo la sospensione della sentenza, domanda che, se fosse accolta, determinerebbe il ripristino della delibera di non applicazione del piano casa assunta dal Consiglio Comunale di Asiago. «Se l’assessore all’Urbanistica della Regione fosse stato più aperto al confronto come dichiara pubblicamente, non saremmo arrivati a questo punto, dal momento che ha disatteso totalmente gli impegni assunti con il Governo che, all’epoca dell’approvazione della legge, aveva impugnato la legge regionale ritenendola illegittima ed aveva richiesto precise modifiche alla stessa – sostiene il sindaco di Asiago, Roberto Rigoni Stern – Zorzato, più volte aveva sostenuto la necessità di riconoscere ai Comuni il potere di apporre limiti al nuovo Piano casa della Regione ma ciò non è stato mantenuto con la conseguenza che, ora, sarà il Consiglio di Stato a decidere su ciò che noi lamentiamo da tempo».

Riferendosi alle dichiarazioni del vicegovernatore Zorzato, il sindaco Rigoni Stern afferma: «Come si fa a dichiarare che il piano casa non prevede “consumo di territorio”? Questa legge – che favorisce evidentemente più la speculazione edilizia che l’esigenza di prima abitazione – prevede la possibilità, nel caso di demolizione di edifici esistenti, che la ricostruzione possa avvenire anche su area di sedime completamente diversa, andando ad interessare aree verdi precedentemente inedificate. Gli effetti del Piano Casa regionale sul nostro ambiente saranno certamente devastanti alla luce del fatto che gli aumenti di cubatura previsti possono raggiungere sino all’80% e questo non può non portare ad uno stravolgimento delle politiche di difesa del territorio che negli anni l’Amministrazione Comunale di Asiago ha sempre perseguito. Con questa legge tutta la pianificazione urbanistica comunale non ha più senso di esistere dal momento che le previsioni normative regionali vanno in deroga ad ogni atto deliberato dai Comuni».

Tags:

Leggi anche questo