Scontro Salvini-Tosi, Bossi: «Un solo candidato»

«Io non sono il segretario della Lega, ma il buon senso vuole che un partito abbia un solo candidato, altrimenti si disperdono i voti». Arriva il commento di Umberto Bossi sul Gazzettino di oggi sulla querelle tutta interna alla Lega che vede contrapposti Matteo Salvini e Flavio Tosi. Alla domanda su chi sostenga fra i due, replica: «Tutti sanno come la penso io. Che decida il partito, io mi limito a dire che il candidato della Lega a leader del centrodestra può essere uno solo». Sul fatto che nel Veneto molti militanti espulsi o sospesi speravano che con Salvini arrivasse una sorta di amnistia, l’ex leader del Carroccio commenta: «Lo spero anch’io. Dovrebbe esserci presto una riunione a livello federale, di Lega Nord, su questo punto. Va ripresa in mano la questione di tanti bravi militanti che in Veneto sono stati messi alla porta per motivi personali, gente che aveva la Lega nel cuore».

«Salvini è bravo – afferma Bossi – la Lega è forte, ha una sua linea sull’immigrazione clandestina, che dice che Mare Nostrum è una schifezza, ha aumentato le partenze e quindi i morti», «se su questa linea, che è la nostra linea da sempre – aggiunge – si trova d’accordo anche qualche circolo di destra o adesso anche Grillo, beh questo non è un nostro problema». Bossi auspica il referendum per l’indipendenza del Veneto e interviene anche sull’accordo sulla legge elettorale:«Renzi tenta di ripetere con Berlusconi lo stesso trucco che voleva fare la Dc di De Gasperi e Scelba nel 1953: una legge truffa che fa fuori i partiti piccoli e consente a forze che hanno sì e no il 20 per cento di prendersi lo Stato e di fare alto e basso come vogliono. Alla legge truffa del 1953 il Pci – ricorda – si oppose con forza, ed ora è il Pd a riproporla! Io spero che Berlusconi si svegli: se lascia passare il premio di maggioranza alla lista, consegna la vittoria a Renzi».

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