Tav Bs-Vr, Legambiente: anti-economica

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L’area gardesana del Lugana, con una produzione annua di 11,5 milioni di bottiglie di vino, ha un Pil di 50 milioni di euro annui; i 9 chilometri della tratta Tav Brescia-Verona che dovrebbero attraversarla avrebbero benefici in termini di Pil generato di 2,94 milioni di euro l’anno. Lo dice lo studio sulla sostenibilità economica, finanziaria ed ambientale dell’estensione dell’alta velocità verso l’area del Lugana, commissionato da Legambiente al professor Renato Pugno, docente a contratto del Politecnico di Milano, con un curriculum internazionale nel campo del project & construction management, e presentato oggi a Brescia.

Per Legambiente quei 2,94 milioni di euro sono «una cifra inaccettabilmente bassa, che sconta la bassa performance della nuova linea che, non collegando né Brescia né l’area turistica del Garda non è in grado di intercettare i flussi di utenza che la giustificherebbero». Lo studio stima, inoltre, una perdita per le casse pubbliche di «quasi 300 milioni all’anno, tra costi di realizzazione e minori entrate fiscali. E’ l’applicazione del principio di buon senso – ha commentato il responsabile trasporti di Legambiente Lombardia, Dario Balotta – a farci dire che il raddoppio della ferrovia, che certo reputiamo opera necessaria, debba essere sviluppato in aderenza alla linea esistente».

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