Aperture domenicali, Federmoda: boomerang

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Dopo tre anni di deregulation sulle aperture domenicali il fatturato avrebbe segnato un -20% e i costi sarebbero aumentati. Questo rivela uno studio di Federmoda Confcommercio Vicenza che ha realizzato un’analisi dei fatturati di un campione di aziende vicentine del settore dettaglio tessile-abbigliamento. L’associazione ha preso a riferimento il giro d’affari degli ultimi tre anni di liberalizzazioni (dal 2011 al 2013) e li ha confrontati con l’analogo periodo precedente (dal 2008 al 2010). Il risultato complessivo di questo raffronto è stato che, nonostante i negozi siano stati aperti più giorni, il fatturato ha comunque segnato un preoccupante – 20%.

«Altro che volano per i consumi e spinta all’economia e all’occupazione in un periodo di crisi, come ci era stato presentato il provvedimento – afferma Matteo Garzaro, presidente provinciale di Federmoda Vicenza -. Le aperture domenicali non solo non hanno avuto alcun effetto positivo sulle vendite, ma hanno portato ad un aumento dei costi delle imprese del 6,5% per quelli variabili di gestione e dell’8,5 per quelli del personale. E questo solo considerando le imprese che hanno tenuto aperto una media di 20 festività l’anno. In sostanza, la maggior parte delle aziende non riesce più a sostenere le conseguenze della deregulation: più che di Salva Italia, come era stata nominata questo pessima norma – rincara il presidente Garzaro – dovremmo parlare di Italia in ginocchio».

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