Treviso, Chaibi (Sel): Cgil, no al doppio gioco

Pubblichiamo la lettera aperta scritta dal capogruppo di Sel nel consiglio comunale di Treviso, Said Chaibi, al segretario generale della Cgil di Treviso, Giacomo Vendrame.

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Caro Giacomo,
ti scrivo per la prima volta dopo essere stato testimone del tuo impegno e del tuo grande sforzo per rendere partecipata e dinamica la manifestazione del 25 Ottobre a Roma contro il Jobs Act di Renzi. Ho potuto ascoltare con grande interesse e condivisione i tuoi interventi dal palco di quella piazza San Giovanni stracolma di lavoratori, precari e pensionati. Ho inoltre trovato puntuali i tuoi rilievi su quella manifestazione e convincenti le risposte che davi alle incalzanti domande di Lucia Annunziata durante la sua trasmissione In Mezz’ora su Rai 3. Ora siamo tornati a Treviso da un po’ e vorrei farti conoscere la storia di queste ultime settimane di un mio caro amico, che stava accanto a me in quella piazza, e che essendo un lavoratore precario preferisce non essere citato direttamente. Il tutto accade alla 3B di Salgareda, un’azienda terzista dell’Ikea di cui leggiamo tra l’altro le cronache in questi giorni sulla stampa locale.Il mio amico racconta che si lavora pesante alla 3B, si fanno molti straordinari e i sabati lavorativi non mancano mai. Chi lavora là perciò ritiene di rispondere adeguatamente alle aspettative dell’azienda, nonostante siano già state riconosciute più di 40 malattie professionali tra i dipendenti. Ti dirò di più, tutti si aspettano che questi grandi sforzi vengano riconosciuti da tempo, infatti a breve ci sarebbe dovuto essere un accordo sindacale che determinasse economicamente un “Premio alla Produzione”. Ma la realtà purtroppo è un’altra, anche peggiore per chi vive quella fabbrica di quella che ho potuto leggere Martedì su la Tribuna di Treviso. Ora non riesco ad immaginare la difficoltà di fare una trattativa sindacale quando di fronte si ha il ricatto della chiusura dello stabilimento, perchè è proprio questa la risposta che è stata data a chi chiedeva il riconoscimento dei propri sforzi. Posso poi capire però che davanti a una simile minaccia si possa arrivare anche ad accettare delle condizioni lavorative più pesanti.Dai due turni giornalieri al ciclo continuo di 24 ore al giorno tutti i giorni; dalle 80 ore di straordinario obbligatorio alle 160 ore; dalle 250 ore alle 320 ore di flessibilità comandata che come mi spiegano vuol dire che quando non c’è lavoro sei a casa e quando ce n’è tanto puoi lavorare fino a 12 ore pagate normalmente. Dalla richiesta di un sacrosanto premio di risultato all’assenza di qualunque riconoscimento economico nei prossimi cinque anni. E non dimentichiamo poi argomenti che interessano magari in particolar modo anche la vita della tua organizzazione sindacale: riduzione del 50% delle ore di assemblea dei lavoratori e azzeramento dei permessi sindacali per i delegati di fabbrica. Infine permettimi di evidenziare il punto che fa arrabbiare il mio amico, che poi è il motivo principale per il quale siamo stati insieme a te a Roma in quel 25 ottobre a manifestare contro il precariato a vita targato Matteo Renzi: un aumento dal 20% al 50% degli interinali rispetto ai contratti indeterminati. Capisci che per un ragazzo che lavora già da qualche anno è una mazzata mortale per ogni speranza di essere assunto, demotivando lui e gli altri interinali inevitabilmente.Ora ti dico che facendo un grande sforzo, posso anche immaginare vi possano essere delle argomentazioni per quanto difficili da assumere che fanno tollerare tutto questo. Quello però che non posso proprio capire, forse anche per la mia limitata esperienza, è che su queste scelte per quanto difficili non siano i diretti interessati a potersi esprimere. Caro Giacomo, perchè non si è voluto far votare tutti gli interessati sulle sorti del proprio futuro? Perchè questa mattina queste decisioni non erano più discutibili? Perchè le organizzazioni sindacali hanno firmato senza dire niente a nessuno? Non c’è forse una distanza incolmabile ed ineludibile tra quello che abbiamo sentito a Roma e quello che capita a Salgareda? Caro compagno, se qualcuno dei dati che ho riportato dalla stampa e dalla testimonianza del mio amico fossero stati fraintesi da me ti prego di correggermi e soprattutto di rassicurare il mio amico. Poi faccio appello alla tua pazienza per ritagliarti un po’ di tempo e farmi capire perché la democrazia e la partecipazione dei lavoratori in provincia di Treviso non sembrano una priorità.
Un abbraccio,
Said Chaibi
Consigliere comunale Sel – Treviso

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