Valdegamberi al Tar contro eterologa

«Per quanto riguarda la fecondazione eterologa la Giunta regionale vuole stabilire norme che sono di competenza del Consiglio, dando applicazione con leggerezza ad un pronunciamento della Corte costituzionale, che già costituiva un’ingerenza nell’attività legislativa». Così Stefano Valdegamberi, consigliere regionale e presidente di “Futuro Popolare”, ha spiegato la presentazione del ricorso al Tar contro la delibera della Giunta regionale con la quale è stato recepito il documento sulle problematiche relative alla fecondazione eterologa.

«Con quella delibera – spiega – l’esecutivo ha voluto arrogarsi un compito che è dell’organo legislativo regionale, prendendo in maniera arbitraria delle decisioni che non le competono. Il ricorso, insomma, vuole porre il dito sull’esigenza di non attuare in maniera troppo frettolosa misure discutibili dal punto di vista etico (non esiste, infatti, un diritto ad avere dei figli, bensì esiste un diritto dei figli ad avere dei genitori, e con la fecondazione eterologa si creano dei figli orfani di padre), ma anche formale (visto che non ci sono coperture in bilancio per una iniziativa che costa 30-40.000 euro ad intervento con effetti solo nel 10 per cento dei casi in cui viene applicata)».

«A parte il fatto – sottolinea Valdegamberi – che con la fecondazione eterologa c’è uno spreco di vite umane, perché questo sono gli embrioni, la cosa curiosa è che, mentre la Giunta apriva le porte all’eterologa, il Consiglio approvava una mozione in difesa dei valori della famiglia così significativa da ricevere il plauso persino del papa. Adesso – conclude – mi auguro che si manifesti un comportamento coerente da parte dei membri della maggioranza regionale, che hanno votato due provvedimenti contradditori tra loro e che ora devono dire da che parte stanno».

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