Renzi taglia patronati, anziani veneti nel mirino

Condividi
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail to someone

Oltre mezzo milione di assistiti nel 2013, a cui si sommano i 31 mila dell’area “danni lavoro salute” e gli altri cento mila dell’area “previdenziale”. Questo è l’impressionante dato di cui si possono vantare i patronati della Regione Veneto (Inca Cgil, Inas Cisl, Ital Uil e Acli). Tutte assistenze fornite fino ad oggi gratuitamente, grazie agli stanziamenti statali. Non sarà più così dall’anno prossimo, quando entreranno in vigore le norme previste dalla Legge di Stabilità del governo Renzi: l’articolo 26 della nuova norma stabilisce infatti che il fondo specifico perderà 150 milioni di euro nel 2015, più del 30% del totale; a partire dal 2016, poi, scatterà la riduzione dell’aliquota, il sistema che alimenta il fondo stesso, che passerà dall’attuale 0,226% sul monte contributi allo 0,148% determinando una definitiva riduzione degli stanziamenti.

Ovviamente a pagare questi tagli saranno gli assistiti, i normali cittadini che si rivolgono ogni anno di più ai 167 patronati sindacali veneti (dalle 327.000 consulenze nel 2009 alle 670.000 nel 2014). «Non basta dare a tutti un Pin e una password – spiega a La Nuova Venezia la coordinatrice regionale Inca Anna Maria Bilato. Noi poi, oltre ad aiutare chi si scontra con il muro delle nuove tecnologie, dobbiamo quasi entrare nelle case per dare una mano, visto che si parla di bilanci familiari, di ricongiunzioni onerose da migliaia di euro, di incidenti in azienda e di altri compiti delicati e personali»

Tags: ,

Leggi anche questo