“Sciopero sociale”, feriti 5 poliziotti a Padova

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Questa mattina a Padova in cinquecento, soprattutto attivisti dei centri sociali, hanno sfilato per le vie della città per protestare contro Jobs Act e precariato. La mattina di mobilitazione si è però conclusa con un duro scontro nei pressi di piazza Mazzini, quando i manifestanti hanno tentato di sfondare un blocco delle forze dell’ordine per passare davanti alla sede cittadina del Partito Democratico. Gli scontri sono iniziati quando i manifestanti della prima fila del corteo sono apparsi con il volto coperto e con gli scudi, decisi a sfondare il cordone che le forze dell’ordine avevano creato per evitare che si raggiungesse la sede del Pd provinciale, in via Beato Pellegrino.

La manifestazione, diversamente da come si era appreso in un primo momento, era stata autorizzata, ma non era autorizzato invece il percorso che il corteo aveva deciso di intraprendere. Così quando i dimostranti hanno deviato, raggiungendo lo sbarramento della polizia, gli agenti hanno serrato i ranghi, intimando una retromarcia. Invece i manifestanti hanno tentato di sfondare la linea di sicurezza costringendo le forze dell’ordine a reagire con una carica. Gli agenti sono stati così bersagliati con lanci di sassi e di bottiglie. Il capo della squadra mobile di Padova è stato colpito con un calcio allo zigomo nel corso degli scontri, mentre era caduto a terra. In questo momento il dirigente della polizia si trova al pronto soccorso di Padova per le medicazioni necessarie. Anche altri quattro agenti avrebbero riportato ferite durante gli scontri. Il corteo si è sciolto dopo essere ritornato di fronte alla Prefettura.

Dopo gli scontri è arrivato il commento del sindaco di Padova Massimo Bitonci: «Bisognerà rivedere la possibilità di dare l’autorizzazioni per certe manifestazioni. Che si arrivi sempre a scontri o al lancio di oggetti è assurdo. La risposta dev’essere secca e dura – ha continuato – e spero che a breve si arrivi all’identificazione dei responsabili». Anche il governatore Luca Zaia ha fatto sentire la sua voce sull’accaduto: «Il confronto è il sale della democrazia. Seppur duro, sempre confronto deve essere. Quando si trasforma in scontro, allora vuol dire che sono saltate le regole della civiltà. Condanno quindi, senza se e senza ma i fatti di violenza accaduti a Padova ed esprimo la mia totale solidarietà alla polizia e alle forze dell’ordine rimaste ferite».

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