Venezia, Zaccariotto: città metropolitana azzoppata

La presidente della Provincia di Venezia Francesca Zaccariotto ha inviato una lettera al premier Matteo Renzi e ai ministri Angelino Alfano, Pier Carlo Padoan, Maria Carmela Lanzetta proponendo di emendare il disegno di legge di stabilità 2015-2017, in questi giorni all’esame delle camere (atti Camera C 2679-bis), per la parte riguardante la città metropolitana di Venezia. Nel testo della lettera la presidente Zaccariotto fa riferimento ai pesanti limiti imposti alle Province nelle Regioni a statuto ordinario, circa la possibilità di ricorso al credito, con il divieto assoluto di assumere personale, da cui non viene esclusa alcuna tipologia contrattuale. Nel disegno in discussione questi limiti tuttavia sembrano non sussistere per le città metropolitane.

«Molto opportunamente – scrive la presidente – da tali specifici limiti sono escluse le città metropolitane, in coerenza con il processo di riordino delle relative funzioni che va concluso, secondo quanto stabilito nell’accordo governo-regioni lo scorso 11 settembre, entro il 31 dicembre di quest’anno». In sostanza, le città metropolitane appena entrate in funzione, pur compresse dai tagli delle spese correnti imposti dalla medesima manovra finanziaria, avranno tuttavia un minimo spazio di manovra per organizzare le nuove funzioni riconosciute loro dalla legge n. 56 del 2014. Ma da tutto ciò sembra escluso l’ambito di Venezia, la cui peculiarità, dovuta alle vicende che hanno interessato il comune capoluogo, «rischia di rendere schizofrenico il percorso di riforma (….) sempre che le Regioni concorrano adeguatamente, e che la carenza di risorse finanziarie non renda vano».

Da un lato, infatti, la Città Metropolitana di Venezia subentrerà alla Provincia, a differenza delle altre, non dal primo gennaio 2015, ma entro la data d’insediamento del suo consiglio metropolitano, che dovrà avvenire entro sessanta giorni dalla proclamazione degli eletti del consiglio del comune capoluogo, da tenere nel turno elettorale ordinario del 2015. Dall’altro, la tempistica del suo processo di riordino non è stata conseguentemente riparametrata, per cui dovrà concludersi, peraltro in assenza dell’indispensabile rappresentanza istituzionale, entro il 31 dicembre 2014. Lo scenario che si prospetta è dunque il seguente: le funzioni della città metropolitana di Venezia verranno definite in assenza del sindaco metropolitano, e almeno sei mesi prima della sua entrata in funzione, nel corso dei quali subirà le limitazioni previste per le altre province in considerazione del loro ridotto assetto funzionale.

Tags:

Leggi anche questo