Diamanti (Giovanni): Zaia si può battere. Col basket

Che sia titolare di un’agenzia di marketing, “Quorum”, lo si sapeva. Che dopo aver mangiato pane e politologia (se non proprio politica) fin da piccolo, e che ora faccia di mestiere lo spin doctor elettorale (fra gli altri, per il suo idolo Civati, per la Serracchiani, per la Moretti), si sapeva anche questo. Che sia figlio di cotanto padre, il sociologo e opinionista Ilvo, pure (e ricordando l’ombra paterna forse lo facciamo incazzare, ma saremo perdonati). Ma che a Giovanni Diamanti piacessero contemporaneamente il cantaurato italiano, l’heavy metal melodico e il punk italiano, e praticamente solo quello, questo lo ignoravamo. «Mi piace capire i testi». Cervellotico? «Sì, sono cervellotico». Difatti nel corso dell’intervista non riesce nemmeno a finire la bottiglia di birra che beve offrendone una a noi: chiaro segno di esangue iperrazionalismo. «Non mi vedrai mai ubriaco». Su questo dubitiamo.

Sei sempre stato molto amico dell’Ale Moretti, oltre che suo consulente. Come la vedi, la candidata governatrice in pectore?
E’ molto interessante. L’ho vista alla “Vita in diretta”: sa intercettare il target non di sinistra, in questo può dare fastidio a Zaia.

Si dice che hai un po’ rotto con lei.
I rapporti sono meno… calorosi. Ma senza rancore. C’è cordialità. Tornando alla sfida con Zaia, anche la Puppato sarebbe stata una buona candidata. Forse più competitiva, visto che è più conosciuta della Moretti.

Più conosciuta? La Moretti può vantare una notorietà mediatica che la Puppato, con tutto il rispetto, si sogna.
In effetti, più conosciuta no… Ma fa il pieno a sinistra. La Moretti ha più potenziale.

Diciamo che hai fatto trasparire la tua preferenza politica, più che tecnica.
Se noti, ho sempre fatto il consulente per la sinistra, in un mondo, com’è il mio, in cui non esiste appartenenza politica.

Sei civatiano, giusto?
Sì, sono civatiano.

Posso chiedere che significa? Una volta ci si diceva socialisti, comunisti. Ora siamo al civatiano, al renziano. Siamo scaduti di livello.
Sono di sinistra. Il termine “socialista” mi va bene se dopo ci metti “libertario”.

Liberale e liberista, pure?
Renzi è schiacciato sul liberismo. Mentre Bersani e Cuperlo sono fermi alle solite ricette della socialdemocrazia. Invece Civati fa una sintesi tra obbiettivi sociali e diritti civili.

Ma sono sfumature, dai!
Sì, lo sono. Ma contano, se c’è il rischio di scissione nel Pd. Civati giustamente non la vuole. Resteremo finché ci sarà spazio per le nostre posizioni.

Altrimenti butterai la tessera alle ortiche?
Non ho la tessera del Pd.

Senti, hai curato la campagna anche alla Picierno…
Ti fermo: collaboravo con lei prima della campagna per le europee.

…vabé, ma la mia domanda è: come ti spieghi che un’europarlamentare con quel po’ po’ di preferenze, dovute all’effetto Renzi per altro, se ne venga fuori con l’accusa che la Camusso sarebbe diventata segretario Cgil falsificando le tessere? C’è una spiegazione razionale?
E’ molto impulsiva, focosa.

Wow.
Ogni tanto si lascia trasportare, è un po’ troppo aggressiva. Ma viene dai movimenti anti-camorra in Campania, ha belle idee.

Ma le preferenze le vengono da Renzi, o no?
Vengono in gran parte dal partito.

Che tuo padre Ilvo chiama PdR, partito di Renzi. Il Semplificatore.
Sì, Renzi banalizza, semplifica. Ho letto di recente l’autobiografia di Claudio Martelli: lì vedi una visione politica a tutto tondo. Oggi c’è la politica del giorno dopo.

Se mi dici che ti piace anche Craxi fai l’en plein della nostalgia da Prima Repubblica.
Vatti a leggere il discorso che Craxi fece sulla Palestina: il miglior discorso di sempre, per me.

Certo, in politica estera fu coraggioso. Ma finì da ladro latitante. Come quelli che osannano Mussolini: oltre a commettere errori e orrori ebbe dei meriti, ma morì da fuggiasco travestito da tedesco.
Non ho il poster di Craxi in camera, tranquillo.

Dopo l’esperienza da consigliere comunale in lista Variati conclusasi l’anno scorso, intendi tornare a far politica attiva?
Non era la mia strada, quella.

Posso essere cattivo? Sei apparso come una meteora nell’oscurità.
Ingeneroso. Non sono stato un consigliere attivo come numero di interrogazioni o di comunicati, ma lavoravo dietro le quinte. Soprattutto nelle politiche giovanili, di cui oggi sono pienamente soddisfatto.

Nel 2018 a succedere al sindaco Variati chi vedi?
Toni Dalla Pozza è molto competente. Bulgarini invece non ce lo vedo candidato alle primarie per il sindaco. Ha un’intelligenza fuori dal comune, quindi non farà scelte avventate. Raramente un buon consulente di comunicazione, com’era lui, è anche un buon candidato.

Chiarissimo. E il giovane Giacomo Possamai, capogruppo Pd?
Ce lo vedrei. E’ già scafato, capace.

Andando “a destra”, che mi dici di Zaia?
E’ in vantaggio, ma la sfida è aperta. A patto di fare come nel basket: se la squadra che ha sempre vinto ha la libertà di prendersi i tiri che vuole, non c’è partita. Se invece si lascia loro solo tiri forzati, se è la squadra che ha sempre perso a farsi inseguire, allora si riapre. Zaia è considerato molto competente, la Moretti deve marcarlo stretto e non fare errori.

Ultima cosa. In passato ti ho attaccato per la tua ammirazione per Adriano Sofri, giudicato e stragiudicato dai tribunali di questa Repubblica come il mandante di un assassinio. Un mio amico giornalista, scherzando ma non tanto, ai ragazzi che gli chiedono come si diventa una grande firma, risponde che basta organizzare un omicidio e poi contare sulla lobby degli ex, nel caso di Sofri gli ex Lotta Continua fino a Giuliano Ferrara: si finisce in prima pagina su Repubblica e Foglio. Quella volta non replicasti. Replicami ora.
Le sentenze si rispettano ma si può dissentire. Per Fo, Martelli, Ciampi e molti altri è innocente. Ferrara lo fa scrivere sul Foglio perché lo considera vittima di un errore giudiziario. Io dico che ha scontato la sua pena, e la pena serve a riabilitare il condannato, o mi sbaglio?

Così passa l’idea che uno con la fedina penale pulita, o comunque che non si è macchiato di crimini infami, può essere messo sullo stesso piano di un mandante di assassinio.
Se un giornale ti considera un grande giornalista, ti fa scrivere.

Tags: ,

Leggi anche questo