Forza Nuova: Vicenza non è Stalingrado

La controversa conferenza a Vicenza del leader di estrema destra Roberto Fiore si svolgerà oggi sabato 15 novembre all’Hotel De la Ville, in viale Verona, alle 16.30. Il luogo della conferenza era rimasto segreto in questi giorni «per motivi di sicurezza», vista anche la risposta dei centri sociali che promettono un «cordone sanitario», ossia una manifestazione contro «il virus dell’intolleranza».

«La presenza di Forza Nuova a Vicenza sabato 15 novembre – scrivono in una nota i centri sociali per presentare l’appello alla mobilitazione – si colloca nel mezzo di un’escalation di iniziative partite dalla contestazione contro campi nomadi, immigrati e richiedenti asilo che arriva oggi alla strumentalizzazione del tema delle servitù militari e della vicenda ebola, per ricavarne un facile consenso».

Al coro dei contrari si sono aggiunte anche le dichiarazioni da parte del gruppo di maggioranza in Comune che accusa Forza Nuova di violenze e incitamento all’odio razziale, dichiarazioni che non sono piaciute a Forza Nuova.

«Un fatto gravissimo – scrivono dalla segreteria provinciale di Forza Nuova – che le istituzioni a governo di questa città capeggiate da un sindaco inqualificabile e da un vicesindaco in preda alla totale isteria, abbiano provato in tutti i modi a porre veti ad una normalissima conferenza di Forza Nuova, alimentando l’odio e la violenza dei gruppi dell’estrema sinistra, resisi già autori nel recente passato di episodi tanto illegali quanto gravi ai danni della città».

«Variati e Bulgarini dovrebbero vergognarsi – conclude il comunicato – per come si stanno comportando in queste ore, Vicenza non è Stalingrado! Dovrebbero invece prendere le distanze da quei gruppi della sinistra estrema che in maniera profondamente intollerante e con motivazioni anacronistiche come l’antifascismo militante, colgono sempre l’occasione per creare disordini, arrivando al punto di ricevere ben 18 decreti penali di condanna e malauguratamente arrivando a farsi scoppiare addosso bombe carta, altrimenti destinate ai poliziotti in servizio, come avvenuto lo scorso 11 ottobre 2014».

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