Report torna a Verona: anticipazioni

Verranno trasmesse domenica, in un servizio che andrà in onda all’interno del programma di Rai 3 Report, alcune immagini aeree riprese con un drone, in cui si vede il fianco sventrato della collina di Alcenago, sopra Grezzana, con la strada provinciale crollata e altre voragini attorno. La zona ha visto negli ultimi tre anni un aumento di frane e crolli che, secondo alcuni esperti, tra cui il geologo dell’Università di Firenze Stefano Casagli, – che è anche consulente della procura di Verona, che ha aperto un’inchiesta sul caso – sono correlati direttamente alle attività di scavo della cava sottostante.

«La coincidenza spaziale e temporale fra i crolli in profondità e i dissesti in superficie è, a parere dello scrivente, diretta ed evidente», sentenziava il geologo in una relazione per la Provincia di Verona, la cui giunta ha però approvato, lo scorso 13 agosto, l’ampliamento della vicina cava. Per ottenerlo, la ditta Micromarmo, ha dovuto pagare un indennizzo ai proprietari dei terreni in superficie. Giulio Valesini, l’autore dell’inchiesta per Report, ha inoltre scoperto che circa un quarto dei terreni dell’area di ampliamento sono di proprietà di un politico leghista, Adelino Brunelli, consigliere comunale a Grezzana ma anche consigliere proprio in Provincia, fino alla scorsa primavera. «Li ho ereditati da mio padre nell’83, l’ho appreso da quelli di Report che stavano nella zona di ampliamento della cava – sostiene – ma dov’è finita la privacy?».

Brunelli assicura di non aver preso niente, ma nell’atto notarile recuperato nell’inchiesta sta scritto che il politico, nel 2007, ha incassato 40mila euro dall’azienda. «Ci sono stati contratti di sfruttamento nel 2007 con lui e con gli altri proprietari dei terreni, che sono circa 500, pagati due o tre volte il valore delle aree agricole», conferma il presidente della Micromarmo, Arturo Alberti , che è anche presidente dell’Associazione Piccoli Industriali di Verona. Per quanto riguarda la vicenda della frana, Alberti precisa che nessuna contestazione è arrivata alla ditta e che la collaborazione con le istituzioni è massima. Micromarmo ha anche in mano una controperizia di un altro geologo, il professor Rinaldo Genovais dell’Università di Padova, per cui i crolli in superficie non sono collegati alle attività di scavo in profondità, ma sono avvenuti per cause naturali. «La strada non avrebbe dovuto trovarsi lì – secondo Alberti – era una zona franosa già nel Paleolitico ». I residenti di Alcenago, in particolare dell’abitato di Senge, spiegano di non riuscire nemmeno ad assicurare le proprie case. A Senge abita anche lo stesso Adelino Brunelli che, a scanso di equivoci, si dice contrario all’ampliamento della cava: «Il vero problema – sostiene – è l’uso dell’esplosivo. Oggi volta che in cava scoppia una mina, le nostre case tremano».

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