Ulss vicentine: dimezziamole

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Sanità nel Vicentino. Il primo obiettivo fondamentale è il consolidamento del ruolo strategico del San Bortolo incrementando le risorse finanziarie dell’Ulss 6, oggi insufficienti per sostenere la “concorrenza” con gli altri Ospedali regionali. Infatti si deve tenere conto del fatto che l’ Ulss 6 e in particolare il San Bortolo si fa carico delle prestazioni complesse che le altre Ulss vicentine non sono in grado di erogare.

L’altro obiettivo fondamentale è la riduzione da 4 a 2 delle Ulss vicentine, ottenendo economie di scala e maggior efficienza:
– scioglimento dell’Ulss 5 con aggregazione dell’ospedale di Valdagno (completato secondo gli accordi regionali vigenti)  e del suo bacino attuale all’Ulss 4 di Schio e Thiene ,collocazione consona al processo di integrazione amministrativa e di governo del territorio in corso nell’alto vicentino;
– Arzignano, Montecchio, Lonigo e la popolazione degli altri Comuni dell’ Ulss  entrano a far parte dell’Ulss 6 che con circa 120.000 residenti in più avrebbe  l’incremento di risorse  necessario  per rendere definitivamente sostenibile il ruolo specialistico regionale del San Bortolo ( la quota media pro-capite annua assegnata con il fondo sanitario regionale è di circa 1600 euro per ogni cittadino residente nell’Ulss per cui le risorse assegnate all’Ulss aumenterebbero di circa 180 milioni di euro).

Solo nel riordino sopra indicato trova spazio, a mio parere, la costruzione nel blocco di Montecchio di un ospedale con funzioni di integrazione con il San Bortolo per definite attività specialistiche e un ruolo di Arzignano  sede amministrativa per l’ovest vicentino della nuova Ulss 6, con la trasformazione per attività di lungodegenza e continuità assistenziale dei posti letto per acuti previsti in riduzione che così sarebbero restituiti alla comunità.

Naturalmente ho espresso considerazioni personali, che tengono tuttavia conto delle vicende sanitarie del Veneto e del Vicentino degli ultimi anni. Da Vicentini con il coraggio del cambiamento e senza campanilismi dobbiamo rafforzare la nostra sanità prima che risorse e potere si spostino definitivamente in altre province.

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