Venezia, terminal bocciato: «rischio terrorismo»

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Il giorno dopo l’esame alla Via , dove ha ottenuto diversi apprezzamenti, il progetto per il terminal crocieristico alla bocca di porto del Lido “Venis Cruise 2.0” è stato analizzato dalla Conferenza dei servizi dove ha rimediato una sonora bocciatura, a causa della rilevazione di diversi punti critici. 

Partendo dall’aumento del rischio di naufragio e terrorismo, connaturati al posizionamento della stazione e al sistema di trasferimento di merci e passeggeri lungo il Bacino di San Marco. Non è piaciuto neanche l’impatto occupazionale, che secondo i partecipanti alla Conferenza dei servizi si tradurrebbe nella perdita di qualche migliaio di posti di lavoro a causa della previsione di gestire non più di cinque degli otto accosti oggi presenti in Marittima. E ancora l’aumento dei costi di gestione del terminal (che rischia di mettere fuori mercato il porto crociere  degradandolo a porto di transito), l’impatto sul turismo (trasformando i suoi utenti in visitatori mordi e fuggi) e la necessaria organizzazione di maggiori servizi in loco quali Dogana e polizia. Il Porto è comunque intenzionato a convocare i proponenti del terminal, cioè l’ex viceministro ai Trasporti Cesare De Piccoli e la società Duferco, per un ulteriore confronto.

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