Acqua alta, Vicenza ha rischiato: Comune impotente

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Gli antichi credevano alla dea Fortuna. E’ a lei che dobbiamo se a Vicenza stanotte non è successo quel che è successo l’anno scorso e nel 2010: mezza città allagata, a cominciare dalla centralissima zona di Ponte degli Angeli. Le foto che pubblichiamo qui sono state scattate proprio lì alle 0.50 di oggi, 16 novembre. Dieci minuti dopo che fosse diramato lo stato di pre-allarme per il rischio di esondazioni nella zona sud del capoluogo berico.

La novità rispetto alle altre volte l’ha sottolineata l’assessore all’urbanistica e ambiente Antonio Dalla Pozza questa mattina: «la velocità con cui il Bacchiglione è cresciuto». Alle 2 di notte, infatti, il Comune dichiarava con un dispaccio che «stava passando» la piena di 5 metri e 28 centrimetri raggiunta cogliendo di sorpresa tutti, a cominciare da chi dovrebbe garantire la sicurezza dei cittadini esposti al pericolo.

Dalla Pozza ha subito puntato l’indice contro la Regione, che deve ancora terminare «i lavori iniziati a Caldogno» e finanziare «le opere individuate nel “Masterplan per la sicurezza idraulica della città di Vicenza”, commissionato e pagato dal Comune, che metterebbero definitivamente la nostra città al riparo dalle ansie che ogni volta turbano le notti e le giornate dei nostri concittadini».

Tutto vero. Resta il fatto che il Comune, primo responsabile e riferimento per l’incolumità della città, ha assistito impotente all’ingrossarsi incontrollabile di un fiume che a questo dovremmo ricominciare a invocare come un dio, pregandolo di non vendicarsi del poco rispetto che gli abbiamo portato in decenni di menefreghismo cementificatorio. Altro non ci rimane da fare, se nel giro di qualche ora l’acqua schizza a livello di paura senza nemmeno che le autorità nell’immediato possano fare alcunché.

ponte angeli 16 11 2014

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