Camicia poco femminista, genio umiliato

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Una lapidazione spietata. Per una camicia. Non è il caso di stupirsi, quando si scatena, il conformismo bacchettone dei benpensanti sa essere più fondamentalista di qualunque califfato. Per il fisico Matt Taylor, il genio britannico che l’altro giorno ha spiegato in diretta il prodigio della sonda Rosetta finalmente a destinazione sulla cometa, il momento più atteso si è trasformato nel più tremendo.

Giornali e televisioni, radio e siti stanno bombardandolo sulla follia di questa scelta così offensiva, una camicia sgargiante e burina, con l’imperdonabile aggravante delle pin-up provocanti riprodotte in serie. Come talebani a congresso, tutti si sono ritrovati d’accordo nel bollare con la più infamante delle definizioni la spaventosa camicia: è scandalosamente sessista. Sferzante l’autorevole (immancabilmente autorevoli, i giudici parrucconi) Guardian : «L’Agenzia spaziale europea può far atterrare un robot su una cometa. Ma non riesce ancora a vedere la misoginia che ha sotto il naso».

Unanime lo sdegno, unanime la condanna, direbbero i tg di regime. Investito dallo tsunami moralista, il poveraccio si è sentito come il cappone la vigilia di Natale. La giornata della vita, la giornata in cui il suo capolavoro doveva stupire ed entusiasmare il genere umano, tutto quanto oscurato da una camicia. Ha alzato le mani e si è arreso. Senza condizioni. «Ho fatto un grande errore e ho offeso molte persone – ha detto scoppiando in lacrime – Sono molto dispiaciuto, chiedo scusa».

Che imbarazzo. Che vergogna. Ma noi. Mica lui. La camicia non era granché: buona per l’happy-hour a Ibiza, eventualmente. Ma di solito vicende come questa vanno liquidate con la tolleranza intelligente. Lo sappiamo come è il genio, nelle sue espressioni migliori. Quanto meno è stravagante, eccentrico, anticonformista (per davvero). Fuori dal coro e fuori dagli schemi. Amabilmente fuori. Il professor Taylor lo è pure per predestinazione anagrafica: i suoi, portandosi avanti, l’hanno battezzato Matt. Il genio è così. Prendere o lasciare. Ma averne.

Quanto alla camicia: tuttalpiù è kitch. Pacchiana e coatta. Teniamoci l’anatema scandalizzato per gli scandali veri, altro che politically correct . L’ondata di censura che ha investito questo scienziato-bambino, bambino come tutti gli scienziati, è mostruosa. Già che ci siamo, vogliamo parlare pure della barba? Professore, stia sereno. Il vero scandalo sono le sue lacrime e la sua umiliazione. Non chieda più scusa a nessuno. Caso mai, le scuse dovrebbero farle loro, i moralisti della mutua. Lei si riprenda la piena dignità e vada avanti fiero per la sua strada. Senza dimenticare mai la prima regola delle scienza astronomica: quando il dito indica la luna, gli imbecilli guardano il dito.

Cristiano Gatti
“Il genio umiliato per la camicia poco femminista”
Il Giornale
16 novembre 2014

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  • Andrea Ricci

    ottimo articolo! condivido in pieno

  • Alessandro Calciolari

    Finalmente un articolo scritto bene e con intelligenza.

  • mogol_gr

    Il pacchiano abbbbonda.

  • ila

    E gli imbecilli il dito l’hanno guardato anche troppo a lungo stavolta. Soffermarsi su queste cavolate è ridicolo!