M5S: Zaia e Moretti fanno i conti senza l’oste

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Il Movimento Cinque Stelle si prepara a fare il suo esordio nella corsa per Palazzo Balbi e Palazzo Ferro Fini mettendo in pista 48 aspiranti consiglieri , sconosciuti alle cronache politiche, scelti tra 108 militanti da 2.649 iscritti al blog di Beppe Grillo.

«Zaia e Moretti fanno i conti senza l´oste. Siamo noi il primo movimento politico in Veneto» incita il senatore vicentino Enrico Cappelletti, scaldando subito gli animi dei candidati che in primavera cercheranno i voti per portare per la prima volta in Consiglio regionale il Movimento 5 Stelle. Cinque anni fa non ci riuscirono, ma questa volta i pronostici dicono che saranno almeno il terzo partito, stimato sul 15-20% di voti, nel futuro Consiglio regionale, anche se, con l’attuale legge elettorale, il terzo classificato tra i candidati governatore resterebbe fuori dal Consiglio. Ad ogni modo: «In Regione bisogna esserci», spiega il deputato Emanuele Cozzolino, prima di dare la parola ai  candidati governatore.

I dieci che hanno accettato di correre anche come presidenti, sottoponendosi ad una seconda «graticola» dei MeetUp e ad una nuova votazione sul blog tra l’1 e il 5 dicembre, provano a fissare alcune priorità (dissesto idrogeologico, sociale, riduzione della spesa superflua, stop alla corruzione), un esercizio di buona volontà, utile però fino ad un certo punto, visto che il programma vero e proprio sarà discusso nei contenuti e approvato dai militanti solo nel blog di Beppe Grillo. I messaggi ricorrenti sono sempre quelli di un’ anti-forza, impegnata a ribadire soprattutto le differenze rispetto a chi nella politica c´è da molto tempo.

Al governatore Luca Zaia i leader del M5s rinfacciano di essere stato «il vice di Galan», e di aver «rinnovato la fiducia all´assessore Chisso», e di non aver mai voluto consegnare tutte le carte della Pedemontana veneta, «la più grande opera dopo il Mose». Ad Alessandra Moretti rimproverano i nomi di esponenti del partito democratico (citano su tutti Brentan Orsoni) implicati a loro volta nell´indagine Mose «che ha mosso cifre ben più alte della tangentopoli del´92», oltre che di aver accettato un contributo elettorale dal gruppo Maltauro, che si è poi trovato con due cantieri commissariati all´Expo.

Tuttavia alcune prese di  posizione sulle questioni più d’attualità non possono essere evitate: sul nuovo ospedale di Padova «La decisione sarà rimessa ai militanti della città, online – dice Cappelletti – ma noi siamo da sempre contrari ai project financing , un modo furbo per aggirare i limiti di indebitamento con le conseguenze che già si sono viste a Mestre e Santorso. Meglio riqualificare l’esistente, rendendolo più efficiente». Per quanto riguarda il referendum per l’indipendenza Cozzolino sostiene che: «dividere l’Italia, dopo tutta la fatica che c’è costato unirla, sarebbe un delitto, meglio parlare di autonomia. In ogni caso noi sosteniamo qualunque forma di democrazia diretta per cui ben venga il referendum». Il limite di due mandati? Ancora Cozzolino: «Ce lo siamo già imposti come regola interna». Sempre il deputato annuncia che i consiglieri «seguiranno il codice di condotta dei colleghi eletti in Piemonte, Lombardia e Sicilia e dei parlamentari, dimezzandosi lo stipendio» e conclude con una stoccata: «Noi ci autofinanziamo, non come il Pd che fa cene da mille euro a invitato».

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