Fiera Vicenza, “zero maggio”: Variati risponda

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Il presidente di Fiera Vicenza Spa, Matteo Marzotto, è mal consigliato e quindi finora non ha voluto rispondere alle nostre domande, tuttora valide, su tutto quanto non ci torna su conti e affari della società di viale dell’Oreficeria. Ma l’azionista di maggioranza è un politico eletto dai cittadini, almeno nella sua carica di sindaco di Vicenza, ed essendo diventato nel frattempo presidente della Provincia berica, ha su di sé una responsabilità estesa a tutti i cittadini del Vicentino: Achille Variati, infatti, rappresenta il 66% delle quote, e non può esimersi dal voler fugare dubbi legittimi.

A cominciare da una novità fresca di qualche giorno appena: il direttore generale della Fiera, Corrado Facco, ha dichiarato che l’azienda è «in contatto con Arezzo,  stiamo dialogando» (Giornale di Vicenza, 13 novembre 2014). La Fiera di Arezzo è l’altra capitale orafa italiana, ma su quali basi concrete stia avvenendo il “dialogo” di cui parla Facco non è chiaro. Facco si è limitato a legare l’ipotesi di una liason con gli aretini all’aver messo «uno zero» nel conto economico riguardo all’esposizione di maggio, prefigurando quindi un accordo con loro per rimodulare la primaverile Vicenza Oro Spring nell’ipotetica Officina Spring. Sarà così che i 9 milioni di euro che mancheranno dal bilancio per questo zero saranno recuperati, o ciò avverrà grazie alla joint venture con Dubai, che andrà a profitto solo nel 2017?

Maggio, mese della discordia. Nei 4 giorni di permanenza di 1400 espositori nel maggio scorso, ciascuno di loro si sarà portato dietro altre 3 o 4 persone del proprio staff. A costoro vanno aggiunti, secondo i dati ufficiali, 11 mila presenze, che diventano 17 mila assieme all’evento Origin (40% sono stati visitatori stranieri). Quanto indotto ne viene generato per il territorio vicentino, fra alberghi, ristoranti, negozi e servizi? Presumiamo più del doppio dei 9 milioni fatturati dalla Fiera vicentina. Che essendo una spa a maggioranza pubblica, e non un mero privato che fa business, la sua bussola dovrebbe restare lo sviluppo sociale ed economico di Vicenza. Non ci risulta, tuttavia, che Variati abbia incontrato le associazioni di categoria di albergatori, ristoratori e degli stessi orafi vicentini: sapere cosa ne pensano, dell’addio a Spring, potrebbe essergli illuminante.

Anche per capire davvero la convenienze di scelte come Dubai. Visto che la Fiera preferisce il silenzio stampa verso chi pone interrogativi scomodi (sempre un errore, chiudersi a riccio, ma tant’é), ci piacerebbe sapere da lui, che è un democratico di schietta trasparenza, come ha reagito il mercato degli espositori alla chiamata verso l’Arabia felice, destinazione Dubai: le adesioni per mettersi in mostra nell’emirato latitano, per caso? E a quanto ammontano quelle per l’ancora tutta futuribile Officina Spring? Sommando le due cifre, ci arriviamo, ai 1400 di cui sopra?
Variati dovrebbe rifletterci un po’ di più, forse, su questa nuova società con gli arabi, che si tengono il 51% assicurandosi senza costi un brand e un know how che sono vicentini, cosa che dovrebbe stargli a cuore. Lui non ha bisogno di consiglieri: sa che spiegare e spiegarsi è sempre la risposta migliore.

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  • zenocarino

    Sembrano domande più che legittime, considerato che la Fiera è dei “vicentini”. Ma avremo mai una risposta soddisfacente?