Kobane, Cacciari jr: Turchia aiuti i curdi

Tommaso Cacciari e Davide «Momo» Mozzato si trovano da una settimana a poche centinaia di metri dal fronte della guerra fra curdi e Stato Islamico. I due attivisti del centro sociale Rivolta di Venezia sono attualmente ospitati presso il lato turco del confine turco-siriano, e lì sono stati raggiunti telefonicamente dal Corriere del Veneto: «Siamo nel villaggio di Meheser, possiamo vedere e sentire tutto ciò che succede a Kobane, che ormai è una città devastata. Ogni tanto una bandiera nera compare e poi scompare sui tetti delle case. Vediamo il fronte spostarsi a vista d’occhio. I curdi sono da giorni in piena offensiva. I comandanti ci dicono che la città è per il 70% nelle loro mani, mentre gli aerei Usa bombardano i convogli di blindati, che i curdi non hanno, per cercare di riequilibrare le forze»

«Ci ospita la gente del posto – dichiarano sempre i due attivisti del Rivolta -. Una trentina di case in terra e paglia, costruzioni tradizionali, con un’unica grande stanza piena di tappeti. […] C’è un misto di paura ed entusiasmo. Se la Turchia aprisse le frontiere, i curdi si riverserebbero in massa a Kobane per liberarla. Ogni giorno c’è una manifestazione, tutti si tengono per mano come una catena umana e partono lunghi canti e cori. Lo fanno per incitare i combattenti: dalla città in guerra possono sentire chiaramente canzoni e slogan».

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