«Orchestra Olimpico, cambiamento disastroso»

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Gentile Direttore,
nel triste elenco delle realtà scomparse  in questo interminabile periodo di crisi economica e sociale, vorrei fosse ricordata l’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza, con la messa in libertà di venti musicisti della Città e provincia, e di altri venticinque strumentisti provenienti per lo più da varie città della Regione. Nata nel 1990 dalla fusione delle tre orchestre attive in città – e dal sacrificio dei tre direttori che le guidavano – l’Orchestra ha permesso in 24 anni di attività di garantire mediamente due mensilità all’anno a questi lavoratori, la progressione delle proprie posizioni pensionistiche, e una ricaduta positiva nell’economia complessiva di ciascuna famiglia. In questo lungo periodo di tempo per alcuni era divenuta anche attività primaria. Sin dall’inizio moltissimi giovani studenti del nostro Conservatorio hanno potuto muovere i primi passi nell’orchestra della città, superando audizioni interne, e la difficile prova , spesso senza appelli, dei Concerti.  Tutto ciò grazie alle risorse destinate all’Orchestra da ditte private e banche vicentine, dal Ministero in piccola parte, dal Comune in piccolissima parte, e dalla Regione.
Un contributo di oltre centomila euro quest’ultimo, erogato a fronte dei riconosciuti  meriti artistici e produttivi dimostrati in un ventennio di attività. Ora, per mano di un ex Consigliere e un Operatore musicale vicentini, ed un Assessore alla Cultura votato alla crescita, questa importante realtà che aveva ricadute economiche e sociali marcate nell’ambito artistico, scolastico e anche economico locale, è stata  svuotata della propria identità, mantenendone il nome per il semplice interesse di sfruttarne i benefici acquisiti e aggiungendo quindi all’estremo danno fatto ai suoi musicisti, anche la beffa. La nuova formazione orchestrale ha sfruttato da subito i giovani chiamati a costituirla, chiedendo loro un contributo di cinquanta euro per poter partecipare alle audizioni (questo non succede in nessun altra realtà, seria, in campo internazionale). Un buon inizio per le casse della nuova gestione, meno per i giovani aspiranti musicisti e le loro famiglie, che comunque hanno risposto positivamente:  in trecento da tutta Italia, fra cui alcuni dalla Regione.
Alla luce dei risultati – a commissioni in cui l’unico componente a rappresentare il Conservatorio di Musica cittadino era l’insegnante di strumenti a percussione –  le audizioni sono state una Caporetto per i musicisti veneti.  Ora, dato che dei giovani selezionati la stragrande maggioranza , ma si può parlare quasi di totalità, spenderà buona parte dei centocinquanta euro netti loro destinati per il lavoro di una settimana, per raggiungere Lonigo… ma qui è già nuova storia dell’orchestra purtroppo. Un’orchestra, come diceva Cesare Galla nella recensione del concerto inaugurale, senza volti noti. Io aggiungerei senza musicisti che davano pacatamente continuità, tradizione, e legami con il presente, i luoghi e le persone di questa piccola città, che sente ciclicamente il bisogno di fare cambiamenti. Spesso inutili, a volte indovinati, altre volte disastrosi.
Antonio Graziani

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