Energitismo, rinasce la “via veneta della seta”

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E’ stato presentato questa mattina alla stampa e alle principali associazioni di categoria Energitismo, una “Rete Innovativa tra Arte e Impresa”. Il progetto nasce con l’obiettivo di scoprire e valorizzare i “Tesori dell’Umanità”, intesi come persone che, attraverso la loro dedizione, creatività e passione, ispirano gli altri e legano la propria attività al territorio, creando sinergie tra i diversi settori manifatturieri e artistici. La prima concretizzazione di Energitismo è niente meno che la rinascita della via della seta in Veneto. A tal scopo è stata rimessa in funzione una filanda industriale del 1971 – una macchina per la trattura ovvero per il processo che trasforma il bozzolo in seta grezza – unico esemplare italiano funzionante che permette la sperimentazione, attualmente in uso a Castelfranco Veneto, grazie al prezioso contributo del tecnico esperto Aldo Roncato e dall’ingegnere dell’automazione Salvatore Gullì.

«Considerando che Energitismo è stato definito un Rinascimento dello stile – ha spiegato l’assessore regionale Elena Donazzan – partirei dal concetto di bello inteso come giusto, per le imprese che amano il proprio lavoro; bello nella sua accezione estetica; infine bello come buono, perché fa rifiorire le nostre antiche tradizioni. Possiamo ripartire dai luoghi che abbiamo, belli e affascinanti, che ci invidiano tutti. Esiste una bellezza diffusa che a volte dimentichiamo di avere, e che ci dà la forza di ricominciare. Noi metteremo a disposizione degli artigiani e degli imprenditori gli strumenti più adatti alla formazione; per fare rete d’impresa e gli investimenti per l’innovazione».

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