Quid, startup veronese di moda solidale

Da Verona sono riusciti a conquistarsi l’attenzione del Corriere della Sera. Cinque ragazzi veneti e il loro progetto di moda sostenibile e responsabile sono infatti i protagonisti di un reportage dell’edizione odierna del quotidiano nazionale. Il loro progetto si chiama “Quid” ed è nato nel 2012: ai tessuti degli abiti invenduti delle grandi aziende viene data nuova vita da un gruppo di donne con un passato difficile: ex detenute, ragazze che hanno subito violenza, che escono dalla tratta o con invalidità.

La commercializzazione ha seguito canali altrettanto inusuali: si è iniziato con la creazione di un “temporary store” a Forte dei Marmi, seguito da Trento, Verona e Vicenza. In queste ultime due città la startup ha ancora uno spazio di vendita, e gli affari riescono bene grazie all’ottimo rapporto qualità prezzo che la fa competere perfino con la grande distribuzione stile H&M e Zara. Spiega al Corriere una delle animatrici del progetto, la 28enne Anna Fiscale: «Il bello di fare shopping da noi è che non sai mai cosa puoi trovare negli scaffali: i modelli sono fissi per ogni stagione, ma utilizzando le rimanenze dei tessuti può essere che un giorno ci sia una maglietta rossa e che il giorno dopo sia esaurita e si trovi la stessa ma solo in versione blu».

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