Condannato e senza poltrona? Ti assume Tosi

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La bomba Venturi è scoppiata. Fabio Venturi, delfino di Flavio Tosi, nonché ex consigliere di zona a Verona, ha da poco assunto un incarico fiduciario nel ramo comunicazione per 1.200 euro mensili in Brescia-Padova, la società autostradale privata del gruppo A4 di cui è presidente proprio Tosi.

Questo, nonostante Venturi sia stato sospeso da vicepresidente della provincia di Verona per l’effetto combinato di una condanna in primo grado per rivelazione di segreto d’ufficio e della successiva applicazione della legge Severino che prevede appunto il congelamento temporaneo delle mansioni amministrative o politiche in seno agli enti pubblici di chi patisce una sentenza, pur provvisoria, per reati specifici. Sul piano  etico-politico, poco dopo la nomina ricevuta da Tosi, Venturi ha candidamente ammesso al Corriere Veneto di ieri 20 novembre: «Negli ultimi anni vivevo di politica e quindi, in seguito alla condanna, mi sono trovato senza uno stipendio. Avevo bisogno di lavorare e ho cominciato a guardarmi in giro». Di seguito sono arrivate le prime stilettate del Pd veronese, il quale rinfaccia al sindaco di essere a capo di una fondazione (Ricostruiamo il Paese) attiva in giro per l’Italia per predicare il verbo «della meritocrazia» e della trasparenza, circostanza che contraddice, ritengono i Democratici, l’incarico al sodale Venturi.

Ma un vero e proprio j’accuse si abbatte sul sindaco della città di San Zeno da Michele Croce, promotore del portale dedicato all’attivismo civico Verona Pulita: «L’assunzione da parte del presidente dell’Autostrada Serenissima Flavio Tosi del leghista Fabio Venturi, ossia il suo più stretto collaboratore politico e che presenta la Fondazione tosiana “Ricostruiamo il Paese” negli incontri pubblici, è un atto gravissimo che denuncia il metodo tosiano nella gestione del potere».

Croce usa la clava per attaccare il segretario veneto del Carroccio: «La vicenda ha le tinte della peggior politica: un politico condannato penalmente rimane senza stipendio ed il suo leader politico lo assume per un incarico nell’ente partecipato dal Comune che presiede. Un ente il quale è campione di perdite e nell’elenco delle venti società partecipate da chiudere, come appurato dal commissario alla spending review Carlo Cottarelli». Croce argomenta così la sua tesi: «Si tratta di un autentico schiaffo agli italiani che credono nella legalità, nel merito, nel lavoro». Poi rivolge un invito a Venturi, che conosce da una ventina d’anni: «Ritrovi l’orgoglio, rinunci all’incarico dovuto a puro interesse politico».

L’ideatore di Veronapulita.it rivolge un invito pure a Tosi: «Invece che agire come presidente di una società partecipata da enti pubblici, che ha dimostrato di non essere in grado di gestire, agisca come presidente della sua fondazione assumendo il Venturi ed assicurandogli un posto di lavoro». Poi un’ultima bordata: «Ricordiamo con chiarezza le dichiarazioni della prima Lega contro il professionismo politico, i cappi agitati in parlamento contro corruzione e clientelismo: ci pare di ricordare che Tosi anche allora era della Lega. Di quella Lega, quando non del governo, di cui vuole diventare espressione massima con queste belle e non isolate dimostrazioni di stile».

Frattanto la notizia è già arrivata nelle stanze dell’entourage di Luca Zaia, grande avversario di Tosi in seno al Carroccio Veneto. Non si sa ancora se la vicenda avrà ripercussioni nell’ambito della campagna per le regionali, ma gli aficionados del governatore leghista sostengono, secondo le voci che corrono a Palazzo Balbi, che il presidente in laguna sarebbe pronto a prendere duramente le distanze dall’accaduto, se per colpa di Tosi dovessero giungere altri attacchi diretti alla Lega, o peggio, all’esecutivo regionale.

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