Aridatece Berlusconi

Nei corridoi romani della politica circola insistente la voce che il Capo dello Stato a fine anno dovrebbe rassegnare le dimissioni. La nave affonda, grazie anche alle sue iniziative personali ed alla scelta di ben tre Presidenti del Consiglio assolutamente inadeguati, ed ora se ne va,in un periodo con tante ombre e poche luci, cercando di sfuggire alle sue responsabilità sul disastro dell’economia e dei conti pubblici italiani.

Napolitano,da padre nobile della Patria (“re Giorgio”) fin dalla primavera del 2011 affidava a Passera di predisporre il programma per un “nuovo governo”. A fine maggio incontrava Monti e gli chiedeva la disponibilità a formare un nuovo governo. Tutto ciò avveniva nonostante fosse ancora in carica e con la fiducia del Parlamento il governo di Berlusconi, che fra l’altro era stato eletto dagli italiani.
Monti, poi, prima di accettare faceva il giro del mondo, da Prodi al finanziere De Benedetti, rivelando l’offerta ed il progetto di Napolitano. Un’ingenuità ed un errore scandaloso, perché ne conseguiva un’immediata preoccupazione, anzi un allarme, tra le sfere più elevate del mondo della politica, dell’economia e della speculazione finanziaria, perché si veniva a sapere dell’iniziativa di Napolitano e si poteva già immaginare che cosa avrebbe provocato sui mercati finanziari l’operazione in atto. La Merkel, da parte sua, che non aveva mai sopportato il peso della personalità di Berlusconi e la sua influenza fra i Capi di Stato più importanti (Obama, Putin, ecc.), aveva subito imposto alla Banca Centrale di vendere 8 miliardi di euro di BOT italiani, in mano alla banca tedesca.

Fattimai smentiti, circostanziate interviste mandate in onda sulle televisioni, testimonianze di persone che hanno provato l’esistenza di quello che viene definito bonariamente un “complotto”. Vinceva così Napolitano, ex dirigente del PCI, che si era liberato di Berlusconi, il maggiore “nemico” politico della claudicante e divisa sinistra. Intanto, per l’intervento delle maggiori agenzie il rating italiano crollava e lo  “spread” saliva a livelli stratosferici, con conseguenze economiche pesantissime, derivanti dalla necessità di dover riconoscere ai BOT in scadenza percentuali di rendimento enormi. In quella situazione fuori controllo, di difficoltà economica e politica, la fiducia nell’Italia crollava, con il seguito a tutti noto. L’allegra scelta di tre nuovi Presidenti del Consiglio (voluti da Napolitano: Monti, Letta e Renzi-Fonzi), MAI VOTATI dagli italiani, hanno contribuito al disastro attuale.

Monti, inseguendo un suo strano “principio di equità”, ha bastonato lavoratori, pensionati ed aziende, assicurando che – poi – grazie a questi sacrifici l’economia sarebbe ripartita. Dopo di lui Letta, assolutamente inutile in ben 8 mesi di governo. Infine, sottratta la segreteria del PD a Bersani è arrivato Renzi-Fonzi,l’uomo della previdenza e dei nuovi grandi progetti. Tante promesse,una al giorno, tanto che, resosi conto dell’impossibilità di realizzarle, ha preteso di rimanere al Governo per altri 1.000 giorni, quasi tre anni.

In conclusione, allontanato l’onesto e diligente “soldato” Cottarelli, non ci sono stati i necessari tagli alle “spese inutili”, ma solo altre chiacchiere e per non dare spiegazioni l’aggressività indisponente di Renzi. Ma la soluzione dei problemi urgenti non si vede. A questo punto sembra scritto che dopo la fuga di Napolitano, gli attuali governanti invece di rispondere alle richieste di chiarimento avanzate dall’Ue e per prendere altro tempo, quasi certamente ricorreranno a nuove elezioni. Nel frattempo il Paese va a rotoli, ma ciò non sembra preoccupare Renzi e compagni.

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