Cambiamento climatico, Cnr: Mose o dighe non servono

Bombe d’acqua, alluvioni e un autunno più caldo del previsto non sono i soli fenomeni che mettono a rischio il nostro territorio. Anche l’innalzamento del livello del mare,e  in particolare nell’Adriatico, é una minaccia, specialmente per Venezia che proprio nei giorni scorsi ha visto la marea alzarsi sopra i 115 centimetri. «Abbiamo visto nell’Adriatico che specialmente per la pressione atmosferica la marea meteorologica é cresciuta di molto. Questo significa più che altro per Venezia un aumento di frequenza del fenomeno di acqua alta, esattamente quello che abbiamo sperimentato», spiega all’Ansa il ricercatore dell’Istituto di Scienze Marine del Cnr Georg Umgiesser.

Gli effetti meteorologici, aggiunge il docente specialista, tra l’altro, in studi lagunari e costieri con tecniche di modellistica numerica «influenzano fortemente le acque alte che si verificano nei mari italiani. L’altezza di questi fenomeni dipende da vari fattori, ma più che altro dalla intensità del vento e la pressione atmosferica». Sull’innalzamento delle maree, Umgiesser osserva che «ci sono sempre state delle fluttuazioni nel passato» ma che «non e’ chiaro come questo fenomeno continuerà. Sicuro è che sta aumentando il livello medio del mare che porta a un aumento di frequenza dell’acqua alta. E sicuramente l’aumento del livello medio e’ colpa dei cambiamenti climatici. Per la marea astronomica e’ più difficile dare spiegazioni, ma quello che viene osservato e’ che i singoli eventi diventano sempre più forti, come ad esempio le piogge. Prevenire questi fenomeni con interventi a livello locale o nazionale non credo sia possibile – dice il ricercatore che avverte: Qui o ci si muove a livello globale, o si sta dalla parte dei perdenti. Il cambiamento climatico si combatte solo al livello mondiale. A livello locale si potrà costruire il Mose a Venezia o innalzare le dighe, ma nulla che veramente combatterà la vera causa».

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