Fiere, Variati e Tosi fidanzati. Sarà matrimonio?

Ieri sera, dagli schermi della tv locale Antennatre, i sindaci Flavio Tosi e Achille Variati si sono detti d’accordo sulla costituzione di un polo espositivo comune tra la Fiera berica e quella scaligera. «Il 2015 sarà l’anno buono per concretizzarlo e a quel punto i padovani non potranno che venirci dietro» concordano i due primi cittadini. Al momento è l’annuncio di fidanzamento. Seguirà un vero matrimonio, o rimarrà un amore platonico, come l’annunciatissima provincia unica ViVRò (Vicenza-Verona-Rovigo) mai attuata?

«C’è un problema di governance – ha premesso il sindaco di Verona – perché a Verona il primo socio è il Comune, a Vicenza il Comune ha il 30% e a Padova comandano i privati. Ma per quanto riguarda me ed Achille, se ci fosse da ragionare su un sistema fieristico che collabora anziché competere in maniera negativa, lo faremmo. Peraltro collaboriamo già sull’acqua e le nostre multi-utilities si parlano, dando vantaggio alle nostre rispettive comunità, perché quando fai massa critica hai anche dei risparmi di costi». E «con l’amico Flavio» Variati ha subito concordato: «La Fiera di Vicenza e la Fiera di Verona stanno facendo passi avanti importanti. Penso che se queste due Fiere si mettessero insieme diventerebbero il primo polo fieristico dopo Milano per reddito a metro quadrato. Con una realtà da 120-125 milioni di euro, che si posizionerebbe quindi in un mercato europeo, sarebbe già nato il polo fieristico veneto, perché a quel punto Padova non può che venire lì. Se Padova ha delle incertezze ci pensi, intanto però noi dobbiamo andare avanti». A quel punto dunque a rimanere spiazzato  sarebbe Massimo Bitonci (e i gestori di Gl Events), mentre Verona e Vicenza sembrano già ardere di entusiasmo. «Anziché competere nel portarsi via le Fiere – ha ragionato Tosi – bisogna avere dei numeri per poter stare sul mercato, tanto più perché Milano è così aggressiva da aver provato a portarcele via, fortunatamente senza riuscirci grazie alla forza del nostro territorio. Nel frattempo noi abbiamo allargato la platea dei nostri soci: una volta il Comune di Verona aveva il 54%, adesso siamo scesi al 36% e fra i nuovi ingressi c’è stata la Banca Popolare di Vicenza, quindi una banca legata alla Fiera di Vicenza che vede di buon occhio la possibilità di aiutare i due Comuni a lavorare insieme».  In corso c’é pure una trattativa fra il municipio e la Camera di Commercio scaligeri, per abbassare la quota posseduta dal primo a vantaggio della seconda.

«Oltretutto non ci facciamo concorrenza sugli stessi prodotti – ha osservato Variati – ma siamo complementari: per dire, noi abbiamo l’oro, loro il vino. Dobbiamo mettere accanto i punti di forza. Bisogna ragionare in termini di governance, in cui non ci siano un vincitore e un vinto ma una pari dignità. Penso che il 2015 sarà l’anno buono». E conclude Tosi: «Nel caso dell’aeroporto, abbiamo capito che non era di interesse di Verona confliggere con Venezia, perciò abbiamo fatto un’alleanza che deve portare a crescere entrambi. E lo stesso è normale che possa essere, e dovrà essere, tra la Fiera di Verona e la Fiera di Vicenza».

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