Istituti Polesani, un commissario per salvarli

Secondo voci sempre più insistenti, Mauro Mantovani, potrebbe abbandonare la direzione degli Istituti Polesani di Ficarolo a causa dell’imminente commissariamento della struttura sanitaria, pur continuando a mantenerne la proprietà. Il commisariamento dovrebbe evitare lo smantellamento della struttura, evitando di trasferire altrove i ricoverati e conseguentemente anche i dipendenti. La Regione ha posto con chiarezza l’ultimatum che scadrà ai primi di dicembre: o vi è un cambio di passo nella gestione, o non ci sarà accreditamento. «Restano due soli percorsi – spiega Arturo Orsini, direttore generale dell’Usl 18 – se gli Istituti Polesani non vedranno un cambio al vertice, pazienti e lavoratori andranno altrove. Abbiamo già richieste da due strutture del territorio e, potenzialmente, sono almeno sette quelle che potrebbero avere caratteristiche adeguate».

Conclusione che il sindaco di Ficarolo, Fabiano Pigaiani, non è disposto a prendere nemmeno in considerazione, e che anzi lo sta spingendo a cercare la mediazione con Mantovani. «E’ un lavoro che sto portando avanti d’intesa con la Conferenza dei sindaci dell’Usl 18 – dice – l’obiettivo è trovare una figura al di sopra delle parti, che abbia la caratura per portare avanti un piano di riorganizzazione che salvaguardi posti di lavoro e tuteli i degenti, molti dei quali non sarebbero in grado di reggere al trauma di un trasferimento, né potrebbero trovare risposte adeguate in altri ambiti. Chiaro è che questo commissario, con un incarico a termine, dovrà essere persona di fiducia per tutti: proprietà, amministratori, lavoratori, pazienti. Credo, comunque, che la soluzione sia alla nostra portata e che potrebbe arrivare entro pochi giorni».

Una buona notizia per la Fp Cgil che, da subito, aveva invocato un cambio di rotta rispetto alla gestione Mantovani. «Viene accolto il nostro invito – sottolinea il segretario Davide Benazzo – serve una persona di grande valore umano e professionale, perché si metta fine a una fase in cui sono stati lesi i diritti dei lavoratori e non sono state garantite adeguate tutele agli ospiti». La speranza è che un cambio ai vertici possa aprire una nuova fase, dopo le tensioni esplose la scorsa estate per l’emersione di casi di maltrattamento a carico degli ospiti che avevano portato anche all’arresto di un medico e nove operatori. Nelle scorse settimane, gli investigatori avevano disposto approfondimenti sulla morte di altri due degenti della struttura.

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