Veneto, battaglia perdente contro smog

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La qualità dell’aria in Veneto «risulta ancora critica», per questo sono necessari «ulteriori sforzi». Lo dice l’assessore all’ambiente, Maurizio Conte, nel suo intervento ad una conferenza all’Europarlamento sulla qualità dell’aria del gruppo AIR, che riunisce il Veneto e altre 12 tra le regioni europee più sviluppate dal punto di vista economico e industriale, oltre che densamente popolate.

L’evento avviene in concomitanza col nuovo rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente, che mette in luce come le città italiane siano ancora fortemente colpite da polveri sottili e ozono. «Le criticità del nostro territorio – ha ricordato Conte – sono delineate da condizioni meteorologiche e orografiche particolarmente sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti atmosferici», un problema comune a tutta l’area della Pianura Padana. Avanti tutta quindi per la proposta di nuove norme europee in materia di qualità dell’aria, mentre prosegue l’azione a livello locale. Il nuovo piano regionale di tutela e risanamento dell’atmosfera «interviene a tutto campo – ha detto l’assessore all’ambiente del Veneto – per favorire la riduzione delle emissioni inquinanti nei settori della mobilità, del riscaldamento, della produzione di energia e delle attività agricole».

In Veneto si stima che la combustione di legna in caminetti e stufe contribuisca quasi alla metà delle emissioni di polveri sottili. Di qui il bando da due milioni di euro aperto fino al 12 dicembre, che cofinanzia il 50% della spesa dei privati per sostituire le vecchie stufe. Sul fronte della mobilità, sempre fino a dicembre la Regione incentiva poi la rottamazione delle auto più inquinanti per l’acquisto di veicoli euro 5/6 o ibridi. Nel frattempo si è appena chiuso un bando per creare una rete di comuni con bike sharing, un’iniziativa legata al turismo, ma anche all’intermodalità con il trasporto su ferro

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