Veneto, tetto 2 mandati. Ma tutti ricandidabili

La proposta del capogruppo FI, Leonardo Padrin, del limite retroattivo dei 2 mandati ai consiglieri per non potersi ripresentare alle elezioni regionali sembra non trovare pieno appoggio nel gruppo della maggioranza. Piuttosto sembra profilarsi quella che in maggioranza chiamano la “soluzione-Friuli” che permetterebbe di salvarsi davanti agli elettori evitando la guerra intestina, interna anche alla maggioranza, tra consiglieri più giovani e i veterani del settore. La mossa è piuttosto semplice: imporre sì il tetto dei 10 anni, ma consentendo a tutti di partecipare alle elezioni di primavera perché il retro-conteggio scatterebbe a partire dal 2010.

«La soluzione è di buon senso e potrebbe evitare pasticci legali», spiega al Giornale di Vicenza il capogruppo della Lega, Federico Caner, che ne ha discusso nei giorni scorsi, in modo informale, con altri capigruppo di maggioranza: Piergiorgio Cortelazzo (FI -Pdl) e Giancarlo Conta (Ncd). «Così si metterebbe al riparo il Consiglio da ricorsi al giudice di eventuali esclusi. Il costituzionalista Mario Bertolissi ha infatti avvertito: limitare il diritto di candidarsi è anticostituzionale». Il Friuli però ha approvato una simile legge (tetto a tre mandati, ma conteggiati a partire da quello già in corso, e non dai precedenti) e non ci sono state impugnazioni. Sfruttando questo precedente, si potrebbe fare altrettanto in Veneto. Il nodo resta: da quando iniziare il conteggio dei 10 anni? «Il modo per farsi meno male è iniziare dal 2015 o da questo mandato – spiega Caner -. Anche perché siamo a ridosso delle elezioni e non possiamo rischiare di invalidarle». Ma aggiunge: «La Lega non farà le barricate: condividiamo il principio. Se la maggioranza vorrà il limite in modo retroattivo da subito, cosa peraltro incostituzionale secondo Bertolissi, noi ci stiamo». Cortelazzo invece è entusiasta: «Mi pare una soluzione ragionevole quella del conteggio da questo mandato: metterebbe a riparo la Regione da potenziali contenziosi. Di più. Limitare i consiglieri a due mandati mi pare già una stravolgente innovazione».

Se ne riparlerà allora alla prossima commissione, presieduta da Costantino Toniolo (Ncd): «Abbiamo presentato le varie proposte di legge di cui quella di Padrin è solo una delle sei. Fra due settimane inizierà la discussione». Padrin già annuncia che non si smuoverà: «Resto fermo nella mia idea, supportato da pareri di altri costituzionalisti. La retroattività è possibile. Quindi in commissione proseguirò su due fronti. Primo, quello del merito: serve porre un limite ai mandati per garantire un ricambio in politica regionale. Secondo, quello del mezzo: una legge retroattiva. Perché se una cosa è giusta lo è da subito e non da domani». E avverte: «Se la mia proposta sarà scartata in commissione, la riproporrò come emendamento in Consiglio. Sì, perché punto ad un voto palese dei consiglieri su questo argomento».

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