Padova, Saia: non mando i vigili al massacro

Sabato, davanti al nuovo comandante della polizia locale di PadovaAntonio Paolocci, in una sala gremita di ufficiali e agenti, l’assessore alla sicurezza Maurizio Saia ha lanciato un appello forte ai vertici che rappresentano lo Stato, dopo essersi reso conto che i «100 giorni per risolvere i problemi della sicurezza», che aveva annunciato in campagna elettorale, non sono bastati. «Noi dell’amministrazione da soli non ce la facciamo. Abbiamo bisogno dell’aiuto delle altre istituzioni. Mi rivolgo alla parte sinistra della platea: non possiamo più mandare uomini al massacro» ha detto Saia, ospite al San Gaetano per celebrare i 146 anni della polizia locale.

«Subiamo un momento storico critico, tutte le responsabilità del governo centrale – continua Saia – ricadono sul locale. È ora che si lavori tutti insieme, che si vada in strada in maniera congiunta. Io non posso mandare al macello gli agenti che, per far rispettare un semplice regolamento, si prendono offese e oltraggi dai cosiddetti disobbedienti. Abbiamo bisogno dell’aiuto e del sostegno concreto delle istituzioni e di studiare insieme le strategie per restituire sicurezza a Padova. Lunedì all’ incontro del Comitato per la sicurezza porterò un pacco di mail che abbiamo ricevuto in questi mesi, in modo che i problemi dei nostri cittadini entrino nella pancia di tutti noi deputati a difenderli».

Durante il discorso Saia ha comunque ribadito la sua leadership che sembrava messa in discussione dopo  alcune scelte di Bitonci (in primis quella del comandante) che non assecondavano le richieste dell’assessore: «Oggi il sindaco ha scelto di non esserci per lanciare un messaggio di fiducia al sottoscritto e di autonomia a questo settore». Ieri è stato anche il giorno del primo discorso ufficiale del nuovo numero uno della Municipale, Antonio Paolocci: «Sono pronto a dare tutto me stesso. L’obiettivo primario dev’essere quello di incrementare la tranquillità delle famiglie».

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