Vicenza, Sinti: «restiamo dove siamo»

Irene Rui, responabile politiche per gli stranieri e delle minoranze, di Rifondazione comunista, risponde alle recenti dichiarazioni delle famiglie sinti di viale Cricoli che hanno creato un marasma politico con la seguente nota:

«Gran parte del Consiglio Comunale e dei gruppi di destra si sono irritati, perchè i sinti si sono espressi sull’operato di sistemazione della loro area in Via Cricoli, non considerando le opere adeguate al costo della sistemazione e  dimostrando non il disprezzo come qualcuno ha osato affermare, ma il rispetto per i loro concittadini vicentini e italiani, visto che hanno dichiarato che non sono stati spesi bene i soldi di tutti i cittadini. C’è chi tuona, come Celebron: «I nomadi devono essere trattati come tutti i cittadini italiani e vicentini, basta privilegi ad una comunità che ancora una volta sta dimostrando di non volersi integrare». Noi ci chiediamo in che modo hanno dimostrato di non volersi integrare, visto che hanno semplicemente denunciato come tanti cittadini lo sperpero del danaro pubblico, in lavori per loro e noi, non adeguati, e per un’area provvisoria che poi una volta usciti, le opere dovranno essere rimosse. E poi Cicero: «Le dichiarazioni dei nomadi, che non vogliono rientrare nel campo di viale Cricoli, sono uno schiaffo in pieno volto anche al Vicentino più tollerante. Ricordo che il rifacimento di quel campo e’ costato più di 200mila euro; soldi del contribuente italiano, di fronte al quale i rom dovrebbero avere un minimo di rispetto prima ancora che di riconoscenza».

Se Cicero leggesse bene le loro dichiarazioni, invece del solo titolo dell’articolo apparso sul Giornale di Vicenza del 21 novembre, si accorgerebbe che i nomadi non hanno detto che non vogliono rientrare nell’area, bensì che vogliono entrare quando i lavori siano stati eseguiti a regola d’arte e quindi quando realmente l’area sarà messa in sicurezza dal punto di vista igienico-sanitario, e non con tubazioni di allacciamento fognario e dell’acqua che correranno in superficie tra i stretti corridoi di due metri tra una casa e l’altra e davanti all’entrata di casa, peggio di prima. Tubazioni che, a quanto sembra, dovranno essere le stesse famiglie ad acquistare e predisporre. Denunciano lo sperpero dei 230 mila euro. Ciccero entrerebbe a casa sua senza l’allacciamento ai pozzetti non c’è e con i tubi che corrono per il giardino? Noi sosteremmo le famiglie sinti e chiediamo l’intervento del Prefetto, visto che ci sono dubbi sul buon esito dei lavori. Chiediamo se è lecito sperperare il denaro di noi cittadini in modo non appropriato e di vedere, pertanto, i computi metrici dei lavori e il progetto esecutivo. Chiediamo il rispetto delle norme di privacy e di sicurezza tout court per l’area, e, quindi, considerato che sono stati investiti 80 mila euro per l’area provvisoria, che alcune famiglie rimangano, lì, sul posto.

Facciamo presente che l’assessorato ai servizi sociali ha sempre dichiarato ai tavoli che vi rientreranno tutti quelli che vi risiedono, non ha mai parlato di quelli censiti nel 2013, da un censimento che non sempre rispecchia la situazione reale. Si fa presente altresì che ai tavoli con i tecnici, è stata mostrata e distribuita una planimetria, un elaborato di progetto di sistemazione della case mobili, con tanto di nomi assegnati, per piazzola, di tutti i residenti, anche se non censiti. Non è che Variati e i tecnici ed assessori, hanno trovato il modo di fare selezione, poiché sanno benissimo che per questioni di spazio non si può pensare di trasferire anziani e bambini in dicembre con l’inverno rigido che si prospetta, lasciandoli parcheggiati magari, sotto le intemperie, senza possibilità di ristoro, come è stato fatto la scorsa estate è umanamente, e amministrativamente, da irresponsabili».

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