Giornata donne, “La violenza ha 1000 volti”

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La violenza ha 1000 volti! Impara a riconoscerli”: questo lo slogan con cui nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne le studentesse e gli studenti hanno deciso di mobilitarsi. A Milano, Bari e Piacenza stamattina con azioni di denuncia, striscioni e volantinaggi; nel pomeriggio nel resto del Paese, con iniziative di dibattito dentro scuole e università o, come a Bologna e a Roma, organizzando street parade pomeridiane.

«Quali sono i mille volti della violenza sulle donne? Abbiamo scelto di ribaltare criticamente l’ultima campagna anti-violenza promossa dal Dipartimento Pari Opportunità, proprio perché questa ci dice che la dimensione della violenza è una soltanto, quella fisica. Noi crediamo invece che nella giornata di oggi così come tutto l’anno non ci si possa fermare ai dati, per quanto drammatici, dei femminicidi e delle molestie – dichiara Sara Acquaviva, della Rete della Conoscenza – la violenza di genere che precede e genera i femminicidi ha radici più profonde, è violenza psicologica, culturale e verbale, ha come complice il contesto di profondo maschilismo e di disuguaglianze sociali ed economiche, l’assenza di politiche sociali capaci di dare autonomia alle donne».

«Non è violenta una riforma del mercato del lavoro che aumenta la precarietà e attacca quindi la già diseguale partecipazione delle donne al mondo del lavoro?» aggiunge Riccardo Laterza, portavoce nazionale della Rete della Conoscenza, per il quale «il Jobs Act, aumentando il numero di rinnovi possibili di contratti brevi e senza tutele, dà la possibilità ai datori di lavoro di aggirare completamente l’obbligo di non licenziamento delle donne in gravidanza previsto per legge ed evita loro persino l’odioso escamotage delle dimissioni in bianco. Il bonus bebè di 80 euro inoltre non estende il diritto alla maternità ma maschera piuttosto tagli al welfare locale, alla sanità e ai servizi per la prima infanzia come gli asili nido».

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