Verona, Lega divisa fra tosiani e salviniani

«L’affermazione della Lega Nord alle regionali dell’Emilia Romagna, che ha visto il movimento affermarsi col 20% dei voti, riapre la discussione sulla futura leadership del centro-destra. E’ noto infatti come il segretario veneto della Lega, Flavio Tosi, aspiri a tale ruolo; la crescita di consenso personale di Salvini potrebbe però ostacolare questo progetto. In ballo non c’è solo una questione di leader, ma anche quella della linea della Lega Nord: l’ipotesi moderata è incarnata da Tosi, mentre quella più radicale e “lepenista” (da Marine Le Pen, leader del partito nazionalista francese del Front National) ha trovato il suo campione in Salvini.

«Come leghista dico che il risultato è strepitoso, in Emilia Romagna – ha commentato Tosi sulle colonne dell’Arena -. Nel 2010 in Emilia, dove pure eravamo andati bene, eravamo al 14 per cento, ora siamo quasi al 20 ed è un recupero stratosferico, che premia Salvini e la Lega. La Lega ha portato via moltissimi voti a Forza Italia ed è stato premiato, quindi, Salvini, che ha una linea più chiara e netta nell’opposizione a Renzi. Forza Italia invece sta nel limbo e ha pagato un dazio pesantissimo. Solo le primarie possono rivitalizzare il centrodestra, che ha una clamorosa crisi di leadership, mentre il Pd ha Renzi. Io credo che il centrodestra debba conquistare i voti del centrodestra al centro, perché diversamente quei voti se li prende Renzi».

Su una linea diversa, invece, il segretario della Lega veronese Paolo Paternoster che lancia Salvini: «Il suo lavoro di opposizione al governo paga, visto il risultato in Emilia. Non lo fa certo Berlusconi, visto che Forza Italia ha preso una mazzata, e neanche Grillo. Salvini fa una proposta seria nella lotta contro l’euro, i clandestini, per la salvaguardia delle nostre aziende e dei nostri lavoratori. Il leader del centrodestra dev’essere lui. È lui il segretario politico dei partiti di centrodestra che vince queste elezioni».

Tags:

Leggi anche questo